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ArcheoMuseo Khaled al-Asaad
CARTOLINE DAL PASSATO
 
#ILMUSEONONSIFERMA
 
Continua il viaggio virtuale tra i reperti del Museo di Arona. Un duplice viaggio, nel tempo e nello spazio, con approfondimenti sui siti archeologici rappresentati in Museo attraverso virtuali cartoline dal passato!

Sotto il pavimento … sorprese archeologiche!
La cartolina da Arona di oggi ci porta all’interno della chiesetta di San Giuseppe (foto www.aronanelweb.it) dove nel 1975, a seguito di scavi per interventi di restauro, sotto la pavimentazione furono ritrovati reperti di grande interesse, che testimoniano due fasi di frequentazione antica del sito.
La prima fase è d’età gallica, cui si attribuiscono i reperti ceramici di una tomba scavata nel 1975, e un’altra ancora, rinvenuta vicino alla chiesa in scavi successivi del 1992. Gli oggetti recuperati, ed esposti presso l’Archeomuseo di Arona, sono patere e una pisside in ceramica comune, un vaso a trottola, un’olletta con decorazioni impresse e fibule bronzee, tutti caratteristici della prima metà del I secolo a.C.
In epoca successiva, nella piena età romana imperiale, nello stesso luogo fu costruito e utilizzato un fornetto per la fusione di bronzi, una struttura circolare in laterizi, lasciata tuttora visibile a pavimento nella chiesa. Questo ritrovamento è particolarmente interessante e prezioso poiché è raro intercettare strutture produttive antiche, per di più in ottimo stato di conservazione e tali da farci comprendere le capacità tecnologiche dei nostri antenati.

  
Una vasta necropoli tardo romana
Spostandoci sul territorio, andiamo a Comignago, nelle località di Costone, Rio Caneva e Motto Caneva. Su questi modesti rilievi sono state messe in luce a più riprese le sepolture di una necropoli medio e tardo imperiale, frequentata dalla fine del I secolo al IV secolo d.C.
Un primo vasto nucleo di sepolture, circa sessanta, fu individuato e scavato nel 1971 e, ancora, nel 1974 dal Gruppo Archeologico di Borgosesia. Il rito maggiormente praticato era l’incinerazione, diretta e indiretta, con la raccolta delle ceneri entro grandi olle con coperture ad embrice. Sono state inoltre rinvenute tombe a inumazione entro cassa litica o di laterizi. Gli oggetti di accompagnamento dei defunti sono per lo più le sole grandi olle in ceramica comune, cui si affiancano alcune monete con datazioni dalla fine del I secolo al IV secolo d.C.. Rari sono altri oggetti di corredo (una patera in terra sigillata, una coppetta a pareti sottili, una lucerna).
In seguito negli anni 1985-86 un altro lembo della stessa necropoli è stato individuato nell’ambito di un progetto di ricerca sviluppato da Soprintendenza ed Ente Parco sul vicino Motto Caneva.  Qui è stato scavato e lasciato in visita all’interno dell’area protetta dei Lagoni un gruppo di otto tombe a recinto con coperture di grosse lastre di serizzo o di tegoloni a risvolto. Le sepolture, allineate per file parallele, orientate NE-SO, con rito a inumazione, in alcuni casi presentavano un ripostiglio quadrangolare per la deposizione del corredo. Purtroppo, pochi reperti mobili sono stati recuperati in questi ultimi scavi, poiché le tombe erano state depredate da clandestini.

PER INFORMAZIONI
Archeomuseo Khaled al-Asaad, piazza San Graziano 36, Arona
tel. 0322 48294; archeomuseo@comune.arona.no.it; www.archeomuseo.it
      
Our mailing address is:
archeomuseo@comune.arona.no.it

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