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La nuova sede di Art -Test, un Master contro i Falsi, come comprare capolavori e altre amenita' diagnostiche
 
In questo numero:
 
  • ART-TEST HA TRASLOCATO!
  • IMPARARE A COMBATTERE I FALSI CON UN MASTER
  • CHI CERCA TROVA! QUESTA VOLTA DAVVERO
  • DOVE (E COME) SI COMPRANO I CAPOLAVORI?
  • E' NATA PRIMA (LA TEMPERA AD) UOVO O L'ANTEPENDIUM?
  • UN BOZZETTO ALTO 4,1O M!
  • INDOVINATO?








 



Art-Test ha traslocato!

Abbiamo scelto una nuova sede più prestigiosa (siamo in Palazzo Frescobaldi), più centrale, (a 5 minuti a piedi da Ponte Vecchio), e soprattutto in grado di offrire la maggiore sicurezza possibile ai nostri clienti, con un servizio di guardianeria continuativo.

In primavera festeggeremo con un cocktail, al momento troppi impegni ci tengono in giro per il mondo.. al vostro servizio!

Il nuovo indirizzo è:

Art-Test, Via Santo Spirito 11-13, 50125 Firenze. Il nostro numero di telefono rimane invariato: 055 2286478

Vi aspettiamo!

 

 





Imparare a combattere i falsi con un Master
 
Il commercio dei falsi è un crimine. Ma cosa è un falso e come si riconosce?
Il 14 gennaio 2017, Art-Test Firenze ha tenuto una lezione dal titolo TECNICHE SCIENTIFICHE DI DATAZIONE  DEI BENI ARTISTICI E ARCHITETTONICI, INDIVIDUAZIONE DELLA PROVENIENZA E RICONOSCIMENTO DEI FALSI  TRAMITE ANALISI STRUMENTALI. Casi studio, all’interno del Master in Archeologia Giudiziaria e Crimini contro il Patrimonio Culturale promosso da Centro per gli Studi Criminologi, giuridici e sociologi, dipartimento di Beni Culturali ed Archeomafie, in collaborazione con “Osservatorio Internazionale Archeomafie”,  che si prefigge di fornire una adeguata formazione sulle dinamiche , strategie, obiettivi e sul modus operandi di chi in maniera criminosa è dedito al saccheggio, furto e traffico illecito di beni culturali e al contempo informare sulle tecniche scientifiche di riconoscimento e di valutazione delle opere d’arte e di identificazione dei falsi.
Ad un gruppo di studenti tra cui archeologi, storici dell’arte, avvocati e guide turistiche è stato presentata la molteplicità degli aspetti analitici che riguardano le opere non autentiche partendo dal concetto stesso di falso fino ad arrivare ad una carrellata di casi studio in cui sono state applicate le varie tecniche analitiche.



La terza edizione del Master prenderà il via il 25  Marzo 2017, per chi ha voglia di continuare ad imparare...vi aspettiamo!




Chi cerca trova! Questa volta davvero

 Sotto tre pale degli altari progettati fra il 1565 e il 1570 da Giorgio Vasari per Santa Maria Novella, per abbellire e ammodernare la chiesa domenicana di Firenze,  sono stati ritrovati, in occasione delle campagne di restauro delle tavole cinquecentesche, una serie di pitture murali -datate dalla fine del '200 all'inizio del '500-, e che appartengono quindi alla fase più antica della storia della chiesa.
I risultati degli studi e dei restauri su questa clamorosa scoperta, sono stati presentati lo scorso 11 febbraio insieme a un volume edito da Mandragora, “Ricerche a Santa Maria Novella. Gli affreschi ritrovati di Bruno, Stefano e gli altri”, a cura di Anna Bisceglia, della sovrintendenza fiorentina.
Art-Test ha lavorato su uno dei tre dipinti rinvenuti sui muri della chiesa, ovvero quello attribuito a Bruno di Giovanni, fratello di Buffalmacco, e raffigurante San Maurizio capitano della legione Tebea, insieme ai suoi martiri, in una scena concitata di grande intensità. I martiri infatti sanno che sono destinati a morire nel momento in cui si rifiutano di uccidere i loro confratelli cristiani.
Sono state acquisite immagini multispettrali nel visibile, in infrarosso e in fluorescenza UV, insieme ad indagini XRF, e a microfotografie, per determinare che si tratta in massima parte di pittura murale, a secco, sulla quale sono stati rinvenuti residui di adesivi per l’applicazione di foglia metallica, soprattutto sugli elmi e sulle armature. La scena doveva vibrare alla luce sulla parete della chiesa, con un effetto illusionistico che oggi possiamo solo immaginare.
Oppure potremmo fare una ricostruzione virtuale da postare sul sito, che ne dite?

 

 


Dove (e come) si comprano i capolavori?
 
Nell’anno di Hieronimus Bosch (500 anni dalla morte) per vedere le sue opere si può andare, ad esempio, nella sua città natale, s’Hertogenbosch, (o, come dicono gli olandesi, Den Bosch), Olanda, oppure a Vienna, o Berlino, Venezia... Per comprarle invece, si poteva andare alla BRAFA, la fiera antiquaria con sede a Bruxelles, dove era in vendita l’opera di un suo seguage, Pieter Huys (circa 1519-circa 1581), e due tavolette di 28x38 cm ciascuna  della sua scuola (Le tentazioni di San’Antonio, e un San Cristoforo), e un’incisione (“Il giorno del giudizio”) tratta da un suo dipinto. 
Con 132 espositori da tutto il mondo, la fiera sta crescendo anno dopo anno, come qualità delle opere proposte e attrattività per i compratori. Qualcuno già la compara alla più nota, ma anche più velleitaria, TEFAF dei cugini olandesi, alla quale risponde con prezzi più “ragionevoli”, in qualche caso anche esposti nel cartellino.  Se Bosch non è il vostro genere, c’erano anche un cassone dello Scheggia (1406-1486) , insieme a notevoli dipinti di alta epoca e ad una folta schiera di fiamminghi, due opere Le Courbusier, tre Renoir, quattro Chagall, Matisse, Pissarro, fino a Haring.
Ci ha fatto piacere notare che le analisi, soprattutto quelle ad immagine, sono sempre più presentate a corredo del dipinto, come ad esempio nel catalogo di Jan Muller Antiques, dove compaiono radiografie e riflettografie.
Ma ancora tante opere sarebbero da indagare, per confermare o smentire attribuzioni o anche semplicemente arrivare a meglio conoscere le pratiche delle varie botteghe. Ad esempio mettendo a confronto la tecnica del “Ritratto del Cardinale Bentivoglio” di Van Dijk, ora a Palazzo Pitti a Firenze, e la versione attribuita alla sua cerchia proposta  a BRAFA, o  l’esemplare di "Ercole che lotta contro il leone", di cui un’altra copia esiste presso il MET di New York! Perchè comprare a scatola chiusa?


 


 


E’ nato prima (la tempera ad) uovo o l’antependium?


Come nascono i polittici delle chiese toscane? E’ l’icona bizantina che sale sull’altare o è piuttosto l’antependium? Perchè dal preparare la tela con la pergamena e due strati di gesso, si passa a ridurre le dorature alla cornice? Quali sono le strade seguite dalle icone e dagli oggetti d’arte nel passaggio da Est a Ovest? Come è stato recepito il concetto platonico dell’immagine bizantina in Europa, e come si è trasferito nella sfera più aristotelica della cultura medievale occidentale?
 “Paths to Europe, From Byzantium to the Low Countries”, appena edito Bernard Coulie and Paul Dujardin, per i tipi di Silvana Editoriale, 53esimo volume della collana Biblioteca d’arte, cerca di dare risposta a questa e altre domande sulle relazioni tra icone bizantine e la pittura medievale europea, ed è anche il riassunto del convegno tenutosi al BOZAR di Bruxelles nel Gennaio 2015.
All’interno del volume, il contributo: “Under the Gold: a Database of Underdrawings and Material Analyses on Sienese Paintings. Connections and Dissimilarities in Painting Techniques across Centuries and Countries” presenta le peculiarità della pittura senese dall’XII al XIV secolo, i cambiamenti nello stile ma anche e soprattutto nella tecnica e nei materiali usati, come è possibile rilevare analizzando il database Art-Test di riflettografie, radiografie e analisi chimiche su 100 dipinti della Pinacoteca Nazionale di Siena. Da un modello immutabile ad un disegno preparatorio libero e spontaneo, dal fondo oro ad imitare l’oreficeria, e dai 7 colori del codice Palatino, ai rosa onirici della pittura senese, passando per le radiografie che svelano la funzione di una pittura su tavola, per illustrare come i cambiamenti nei materiali e negli aspetti tecnici sono sostanzialmente legati ad una evoluzione dello stile e alla ricerca di nuovi effetti artistici.




 

 


 


Un bozzetto alto 4,10 m!

Non è, e non era, una prassi comune fare bozzetti a grandezza naturale. Ma si dice che siccome Giambologna era noto soprattutto per "piccole" cose, abbia voluto subito mettere tutti a tacere.
Come si facevano la cose "grandi" lo sapeva fare, et voilat la prova: un colosso alto 4 metri come modello. Ma come ha fatto? Quali tecniche e quali materiali ha usato?
Nel 2013 Art-Test Firenze, insieme ad enti di ricerca e altre ditte specializzate  in diagnostica applicata ai beni culturali, fu coinvolta nella complessa campagna di analisi sul il modello del Ratto delle Sabine, ora presso la Galleria dell’Accademia di Firenze. Modello in terra cruda, di dimensioni pari all’opera definitiva in marmo, come si può ammirare oggi sotto la Loggia dei Lanzi in piazza della Signoria a Firenze. E’ possibile ora accedere a tutti i risultati delle indagini diagnostiche effettuate e alla storia del suo restauro grazie alla pubblicazione "Il ratto delle sabine ed il suo restauro"  edita da Sillabe . All’interno si trovano anche note sulla storia dell’opera e sull'intervento effettuato. Non è semplice sintetizzare la mole di informazioni contenute nel volume per cui vi invitiamo a leggerlo e scoprire come un semplice “bozzetto” in realtà sia un opera di raffinato ingegno tecnico. Jean de Boulogne sapeva davvero il fatto suo.


http://www.sillabe.it/it/saggistica/627-il-ratto-delle-sabine-e-il-suo-restauro.html

http://www.accademia.org/it/esplora-il-museo/le-sale/sala-del-colosso/


 

 


 Indovinato?
 
653 visualizzazioni del nostro video di Natale, tra il nostro canale YouTube e la nostra pagine Facebook, ma nessuno ha indovinato chi fossero i ballerini! Ecco la soluzione, ovvero i 5 dipinti da cui abbiamo tratto i volti, tutti analizzati da Art-Test! Ancora auguri a tutti!
 
  • Madonna della Perla, Raffaello Sanzio
  • Bacco, Caravaggio
  •  Autoritratto, Goya
  • Madonna orante, Sassoferrato
  • Il nano Gabriello Martinez, Pittore fiorentino del XVII secolo 




 
 
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