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La bellezza originale e falsi in competizione
Questo mese parliamo di :

Un nuovo Rembrandt. Stampato 3D

Falso? Lo compro!

Dipinti fuori dal carcere:  il restauro dei dipinti di Porto Azzurro.

...un pensiero sulla Bellezza...



 


Un nuovo Rembrandt. Stampato 3D
 
Il soggetto del dipinto (un uomo di razza bianca, tra i 30 e i 40 anni, con barba e baffi, con i tipici occhi, naso, bocca, proporzioni del volto, vestito alla maniera del seicento olandese), uso del pennello, le tonalità scelte, l'uso della luce...i valori formali puntano tutti in una sola direzione: Rembrandt.

Anzi la quintessenza di Rembrandt.

Nessun tratto tradisce un copista, o può smascherare un falsario. Solo che è un falso. Anzi un esperimento geniale che sfida i limiti dell'immaginazione.

"The Next Rembrandt" è un progetto del gruppo bancario olandese ING che ha pensato e lanciato una sfida apparentemente folle: immaginare e produrre fisicamente il capolavoro che Rembrandt avrebbe  dipinto se non fosse morto 347 anni fa. Il sottotitolo infatti recita: "Can the great master be brought back to create one more painting?" (Possiamo riportare in vita il Maestro perché crei ancora un altro dipinto? NdT)
Uno studio che ha visto la partecipazione di Microsoft, dell'Universita' di Delft e del Museo Mauritshuis durante il quale in 18 mesi ben 346 dipinti sono stati studiati e acquisiti digitalmente.

Il risultato è affascinante. "Se l'avessi visto in un museo avrei creduto che fosse un Rembrandt autentico, uno che non avevo ancora visto" si dice nel video. Probabilmente lo stesso sarebbe successo se una fotografia avesse raggiunto un esperto.

Certamente no se il dipinto fosse stato soggetto ad indagine diagnostica. ".. ogni arte dimanda i suoi strumenti", scrive Leonardo.  Per l'attribuzione di un dipinto, la valutazione dei valori formali fatta dall'occhio è sicuramente sempre più solo uno di questi.
 



 
Falso? Lo compro!



All'asta "Dipinti dal XIV al XX secolo" in programma il 17 maggio a Firenze da Pandolfini, è in vendita anche una "Madonna con bambino e un angelo", tempera su tavola, cm 59x42, con cornice cm 112x77, dipinta dal noto falsario Umberto Giunti (Siena 1886-1970) e valutato 8000/12000 euro.

Di per se' non una novità che un dipinto riconosciuto come falso sia posto in asta. Interessante il confronto con la stima di 2000/3000 euro proposta per il lotto successivo: "Trasfigurazione", dipinto originale di scuola toscana, sec. XVII, olio su tela, cm 97x76, senza cornice. La differenza di prezzo la farà la cornice?



 




Dipinti fuori dal carcere: il restauro dei dipinti di Porto Azzurro.

 
Il 9 aprile 2016, presso la SACI (www.saci.florence.edu) si è tenuta una giornata di studi che ha visto protagonista parte dell’arredo figurativo della cappella adiacente al Carcere dell’Isola d’Elba, Chiesa di San Giacomo Maggiore al Forte.

Il Symposium è stato un interessante momento per conoscere, grazie al Soprintendente di Pisa, Dott. Francesco D’Anselmo, al funzionario Amedeo Mercurio e alla Dott.ssa Roberta Lapucci, responsabile del dipartimento di restauro della SACI, la storia e lo stato dell’arte del sito fortificato, costruito nel 1603 su iniziativa di Filippo II, e della chiesa adiacente. Un sito nodale e strategico per difendere l'Elba e l'Argentario dalle incursioni piratesche da sud e francesi da nord. Venuta meno questa funzione, la fortificazione, dalla metà del XIX sec. è stata gradualmente convertita ad istituto penitenzile.

I dipinti appartenenti alla chiesa adiacente che sono stati oggetto di analisi e restauro, di scuola fiorentina e collocabili tra il XVII e XVIII secolo, furono donati dalla corte granducale toscana o commissionati dai governatori reggenti del forte. Il tema iconografico è incentrato su soggetto sacro ed esalta i santi celebrati dalla tradizione post-tridentina.

Nel 1987, a causa di una sommossa nel carcere la chiesa subì gravi danni ed è da allora abbandonata.

Solo ora, grazie alla sinergia tra la scuola SACI e la Soprintendenza viene portato avanti un progetto per restituire al pubblico parte dei beni qui conservati

Art-Test ha contribuito con una campagna diagnostica che ha studiato le prime 4 tele sottoposte a restauro. Sia affrontando aspetti conservativi, sia, in alcuni casi,  studiando la genesi dei dipinti attraverso l'analisi dell'impianto compositivo soggiacente, visualizzato grazie alle riflettografie effettuate.

La giornata si è conclusa con il plauso per l'iniziativa, con la conferma dell’evidente necessità di recuperare un sito così importante per la storia dell’Isola d’Elba ma anche con una riflessione, così come sottolineato dal dr.Mercurio, su quale possa essere il futuro dell’apparato artistico della chiesa, per la quale non è al momento prevista la riapertura al pubblico. Le opere restaurate se ricollocate non sarebbero comunque fruibili dalla comunità. Si cercano dunque soluzioni alternative. Un eventuale percorso espositivo diverso potrebbe ad esempio includere anche la possibilità di mostrare le indagini diagnostiche per aggiungere informazioni intriganti e creare occasioni di approfondimento per il turista curioso.

Qui il link all'esposizione dei dipinti
  https://www.youtube.com/watch?v=iS9Jb3GkM9o

 

 

Il mondo ha bisogno di bellezza!



Papa Francesco in uno dei primi post su Instagram perde tempo a parlare di bellezza. Non ci sono problemi più gravi? Non dovrebbe parlare di povertà, di fame nel mondo? Oppure e' vero che abbiamo tutti indistintamente bisogno di bellezza?

Noi siamo assolutamente d'accordo con Lui!






 

 
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