Copy
Newsletter No.: 1/2019
relativa al periodo: 12/2018 - 05/2019
Jus-Euroregionale Logo

Associazione Euroregionale di Diritto Pubblico Comparato ed Europeo

Contatto Euroregionale Vereinigung für vergleichendes öffentliches Recht und Europarecht / Associazione Euroregionale di Diritto Pubblico Comparato ed Europeo, 2019Redazione e traduzione Mathias Eller, Anna Gamper, Esther Happacher, Anna Masoner, Andreas Pillon, Christian Ranacher, Sigmund Rosenkranz, Alexander Schuster, Anna Simonati, Jens Woelk. Non si assume responsabilità per le informazioni. Sponsorizzato daTirol Logo 
AUSTRIA
GIURISPRUDENZA COSTITUZIONALE

VfGH 11.12.2018, E 3717/2018; E 3728/2018; E 3753/2018; violazione del principio di uguaglianza per mezzo di una pronuncia di decadenza dalla cittadinanza austriaca:
La Corte Costituzionale (VfGH) ha stabilito che una “lista degli aventi diritto al voto” non autentica non costituisce un mezzo idoneo a provare l’avvenuto riacquisto della cittadinanza turca. L’obbligo di cooperazione della parte non esime l’amministrazione dall’obbligo di accertamento d’ufficio dei fatti rilevanti. In nessun caso l’onere della prova del (non) riacquisto della cittadinanza turca può essere attribuito al soggetto interessato senza ulteriore specificazione.
 
VfGH 11.12.2018, V 19/2018 e altri; il regolamento che vieta di mendicare nella città di Feldkirch non è illegittimo:
In merito alla portata del regolamento in oggetto, la Corte Costituzionale (VfGH) non ha condiviso le perplessità del Tribunale amministrativo (LVwG) del Vorarlberg. Sussiste dunque anche per il futuro la possibilità di mendicare in silenzio, anche nel centro cittadino, in zone ampie e molto frequentate.
 
VfGH 26.02.2019, V 44/2018; regolamento del sindaco del Comune di Gries am Brenner circa il divieto di accesso per il rischio di caduta massi:
La pena detentiva prevista in alternativa alla pena pecuniaria dall’Art III del regolamento non trova giustificazione né nel § 18 comma 2 TGO – Legge tirolese sui comuni – né in un’altra disposizione di legge cui il sindaco potrebbe richiamarsi nel caso presente. Esso è dunque destituito di fondamento legale. Per il resto, il regolamento in oggetto va tuttavia considerato alla stregua di un regolamento di polizia locale, ammissibile e conforme a costituzione.
 
VfGH 12.03.2019, G 386/2018 ua; annullamento di disposizioni, contenute tra l’altro nella TROG 2016 (Legge del Tirolo sulla gestione del territorio del 2016) in merito alla pubblicazione per via elettronica di piani regolatori:
La pubblicazione per via elettronica, prevista nella TROG 2016 in merito ai piani regolatori comunali da parte del governo del Land, viola la l’autonomia comunale (Art. 118 comma 2 e 3 B-VG – Legge costituzionale federale). In merito a un’eventuale nuova regolamentazione della pubblicazione dei piani regolatori, la Corte Costituzionale rileva che il legislatore ha facoltà di prevedere la partecipazione di organi del Land o di altre istituzioni all’attuazione di fatto di tale pubblicazione, quando l’organo comunale competente alla pubblicazione stessa se ne assuma la responsabilità giuridica.
 
VfGH 12.03.2019, G 276/2018; effetti dell’abolizione dell’azione di regresso in tema di assistenza a persone non autosufficienti, tramite riforma costituzionale, anche nell’ambito dell’assistenza a persone disabili:
Dal 1° gennaio 2018 è fatto divieto ai Länder di rivalersi sul patrimonio di persone accolte in istituti per non autosufficienti e in stato di bisogno a copertura delle relative spese (§ 330a Testo unico sulla previdenza sociale – ASVG); eventuali disposizioni emanate dai Länder che non tengano conto di tale divieto perdono efficacia a partire da quel momento. La normativa riguarda tutte le prestazioni di cura, indipendentemente dal fatto che esse siano necessarie a causa dell’età o a causa di una disabilità
 
VfGH 12.03.2019, G 315/2018; violazione del principio di uguaglianza in merito ai requisiti per l’acquisto della licenza di caccia in Tirolo:
La Corte Costituzionale (VfGH) ha ritenuto incostituzionale, con la sentenza in oggetto, il § 28 comma 2 lett. f della Legge del Tirolo sulle attività venatorie del 2004. Il collegamento, in esso contenuto, alla residenza principale del soggetto, non costituisce requisito oggettivo atto a determinare l’idoneità di esso all’attività venatoria. 
 
VfGH 12.03.2019, G 156/2018; abrogazione parziale di disposizioni della Legge dell’Alta Austria sulle tutele minime (Oö BMSG)
La Corte Costituzionale (VfGH) ha rigettato in gran parte le istanze, ritenute ammissibili, del Tribunale amministrativo (LVwG) dell’Alta Austria, aventi ad oggetto l’abrogazione di disposizioni della  Legge del Land sulle tutele minime. Si è rivelata incostituzionale, tuttavia, la disposizione contenuta nel § 13a comma 1 della Legge sulle tutele minime ai sensi della quale, ai fini del calcolo della somma dello standard vitale minimo in una comunità familiare, dovrebbero considerarsi fittiziamente anche quelle persone che non abbiano presentato alcuna domanda o che non abbiano, né al momento né in futuro, alcun diritto a prestazioni.


DIRITTO DEL LAND TIROLO
Avvertenza: Per le Gazzette ufficiali del Land e le versioni consolidate delle varie leggi consultare http://www.ris.bka.gv.at/Lr-Tirol/. Le relative bozze delle consulenze e i pareri, nonché le proposte presentate dal Governo comprensive di Annotazioni Esplicative sono consultabili sulla homepage del Parlamento (Landtag) del Tirolo (http://www.tirol.gv.at/landtag/) sotto “Parlamentarische Materialien” (Materiali parlamentari).
 
Legge del Tirolo sull’elaborazione dei dati – TDVG, LGBl. Nr. 143/2018:
Attuazione dei nuovi standard del diritto dell’UE previsti dal Regolamento generale sulla protezione dei dati, soprattutto dal punto di vista organizzativo.
 
Legge del Tirolo di adeguamento sull’elaborazione dei dati, LGBl. Nr. 144/2018:
Adattamenti specifici nelle materie regolate dal Regolamento generale sulla protezione dei dati.
 
Legge con cui la “Landes-Hypothekenbank Tirol Anteilsverwaltung” viene sciolta e si regolamentano i rapporti giuridici tra la Hypo Tirol Bank AG e il Land Tirolo,  LGBl. Nr. 152/2018:
Scioglimento della “Landes-Hypothekenbank Tirol Anteilsverwaltung” a decorrere dal 31 dicembre 2018, allo scopo di assicurare al Land Tirolo il ruolo di proprietario esclusivo della Hypo Tirol Bank AG.
 
Legge del Tirolo per la promozione e la tutela della gioventù (modifica), LGBl. Nr. 7/2019:
Il punto centrale della modifica è l’innalzamento dell’età minima per i divieti di acquisto, consumo in pubblico e cessione di tabacco e altre merci rischiose per la gioventù fino al compimento del 18° anno di età, nonché l’estensione dell’orario di uscita per i minori fino alle ore 23.
 
Legge del Tirolo sulle tutele minime (modifica), LGBl. Nr. 15/2019:
Adattamento della medesima alla luce del § 330a del Testo unico sulla previdenza sociale (ASVG), che ha rango costituzionale e disciplina il divieto costituzionale dell’azione di regresso in tema di persone non autosufficienti.
 
Legge del Tirolo sulla “Zukunftsstiftung” (Fondazione futuro) (riforma),  LGBl. Nr. 16/2019:
Con la riforma di detta legge si consente la trasformazione della “Zukunftsstiftung” tirolese, in quanto fondazione pubblica, in una società a responsabilità limitata.
 
Legge del Tirolo per la realizzazione di un procedimento di informazione in ambito tecnico (“Notifikationsgesetz”) (riforma), LGBl. Nr. 21/2019:
Con la presente bozza si dà attuazione, nell’ambito della “Notifikationsgesetz” del Tirolo, alle disposizioni previste nella direttiva 2015/1535 e relative ai servizi della società di informazioni.
 
Legge del Tirolo sulla responsabilità ambientale (riforma), LGBl. Nr. 23/2019:
Adeguamento della Legge del Tirolo sulla responsabilità ambientale alla sentenza della CGUE contenuta in Rs C-529/15, Folk. La cerchia delle persone legittimate a richiedere l’emanazione di provvedimenti in caso di danni ambientali è stata ampliata, dunque, in conformità dei dettami comunitari.
 
Legge del Tirolo sulle misure collegate alla Brexit, LGBl. Nr. 35/2019:
Con il presente disegno di legge vengono presi, a livello di legislazione del Land, i provvedimenti necessari nel caso in cui il Regno Unito esca dell’UE senza convenzioni di uscita vincolanti, ai sensi dell’Art. 50 comma 2 del Trattato UE. Le disposizioni proposte mirano in particolare a garantire, nelle materie regolate tramite leggi del Land, che non si verifichino casi di particolare onerosità per quei cittadini britannici e relativi parenti e congiunti (cittadini di stati terzi) che abbiano esercitato il proprio diritto alla libera circolazione al momento dell’uscita.
 
Legge del Tirolo di promozione della cultura del 2010 (riforma), LGBl. Nr. 41/2019:
Introduzione di discipline sul prestito internazionale di beni culturali (“garanzia di immunità”).
 
Legge contenente provvedimenti collegati all’esecuzione di determinati regolamenti dell’Unione Europea nell’ambito della legislazione del Tirolo (riforma),  LGBl. Nr. 54/2019
Norme di armonizzazione sul “Regolamento UE per la presentazione di documenti pubblici” n. 2016/1191.

 
GIURISPRUDENZA AMMINISTRATIVA
Corte Amministrativa Suprema
VwGH 05.10.2018, Ra 2018/03/0027; sanzioni penali per turbamento della quiete notturna tramite lavori di insilamento:
Ai sensi della Legge del Tirolo sulla pubblica sicurezza (Tiroler Landes-Polizeigesetz) è vietato produrre rumori molesti in quantità eccessiva. Da tale divieto non sono investite, in via eccezionale, le attività svolte nell’ambito dei normali lavori agricoli e forestali. Il pesante turbamento della quiete notturna derivante da attività di tale natura non rientra più, tuttavia, nell’eccezione prevista dalla legge.
 
VwGH 22.11.2018, Ro 2017/07/0033, Ro 2017/07/0034 fino a 0036; Legge sulla valutazione di impatto ambientale (UVP-G): i vincoli per il ripristino dell’habitat naturale nelle brughiere sono troppo vaghi:
Oggetto del procedimento era la costruzione di una centrale con un ulteriore impianto di accumulazione, comprensiva di bacino di raccolti nella zona di quiete naturale delle Alpi dello Stubai. Secondo l’avviso della VwGH – Corte amministrativa suprema – il provvedimento di sostituzione imposto dalla Corte amministrativa federale per assicurare il ripristino dell’habitat naturale nelle brughiere non era sufficientemente determinato.
 
VwGH 14.12.2018, Ra 2018/02/0294; non svolgimento di udienza di discussione orale:
Nel caso di specie il Tribunale amministrativo aveva celebrato un’udienza di discussione orale in un procedimento per ritiro della patente di guida. Le risultanze in essa accertate sono state poi da esso utilizzate ai fini della decisione nel procedimento penale-amministrativo per guida di un autoveicolo sotto il forte influsso di bevande alcoliche, senza celebrazione, in quella sede, di una nuova udienza di discussione orale. Il non svolgimento di essa deve essere valutato e motivato ai sensi del § 44 VwGVG (Codice di procedura amministrativa). Dato che in questo caso specifico il Tribunale amministrativo di primo grado non lo ha fatto, la successiva sentenza è stata annullata dalla VwGH – Corte amministrativa suprema – per violazione delle norme procedimentali.
 
VwGH 19.12.2018, Ra 2018/03/0098; non si procede ad archiviazione del procedimento penale-amministrativo ai sensi del § 45 comma 1 n. 4 VStG (Legge sugli illeciti amministrativi) in caso di omessa sosta a un segnale di luce rossa presso un incrocio ferroviario:
I presupposti dell’archiviazione del procedimento penale non ricorrevano, secondo l’avviso della VwGH – Corte amministrativa suprema – poiché già il significato del bene giuridico tutelato penalmente – nel caso specifico la sicurezza della circolazione e la protezione della vita a dell’incolumità degli utenti – non può essere considerato di scarso rilievo.
 
VwGH 03.04.2019, Ro 2019/08/0003; l’apripista in occasione dei campionati mondiali di volo con gli sci è da considerarsi un dipendente soggetto a piena copertura previdenziale:
La VwGH – Corte amministrativa suprema – ha accertato che il ricorrente per cassazione era un lavoratore dipendente presso l’organizzatrice dei campionati mondiali di volo con gli sci e che pertanto egli era soggetto a obbligo di copertura previdenziale per malattia ed infortunio, nonché ai fini pensionistici, ai sensi del Testo unico sulla previdenza sociale (ASVG), e a obbligo di assicurazione per disoccupazione ai sensi della Legge sulle assicurazioni per disoccupazione (AlVG).
 

 
Tribunale amministrativo del Land Tirolo
21.12.2018, LVwG-2017/43/1551-5; capanno non può essere costruito in campo aperto:
Il “capanno per gli attrezzi” di cui nel caso in oggetto non va qualificato, ai sensi del TBO (Ordinamento sull’edilizia del Tirolo) 2018, quale immobile assoggettato a obbligo di denuncia e richiesta di autorizzazione, ma a causa di disposizioni contenute nei piani regolatori non può essere ugualmente edificato in campo aperto, motivo per cui l’ufficio competente ha emanato, a ragione, un ordine di rimozione.
 
14.01.2019, LVwG-2018/15/2306-5; ghiacciaio; divieto di utilizzo quale pista da sci; impianto unitario:
Il Tribunale amministrativo (LVwG) del Tirolo non ha espresso perplessità giuridiche, nel caso di specie, nei confronti del divieto di utilizzo di una pista da sci presso la località sciistica vicino al ghiacciaio Pitztaler Gletscher, poiché i lavori di edificazione in cresta, aventi lo scopo di ampliare artificialmente la pista, avrebbero dovuto essere sottoposti ad autorizzazione naturalistica.
 
17.01.2019, LVwG-2019/25/0087-2; denominazione di attività professionale “training per l’alimentazione”; attività professionali libere (“Gewerbe”); presupposti di legge per l’esercizio di tale attività:
Nel procedimento di registrazione delle attività professionali libere  il diritto di esercitare una tale  attività  si acquista con la registrazione (“Anmeldung”); tali attivitàinfatti possono essere esercitate, qualora ne sussistano i requisiti generali e speciali previsti dalle norme, sulla base di detta registrazione (§ 5 comma 1 GewO – Ordinamento sulle attività professionali). La registrazione di una professione ai sensi di detto § 5 GewO ha dunque carattere costitutivo (VwGH – Corte amministrativa suprema - 29.04.2014, 2013/04/0155). Al momento della registrazione di una attività quale “Gewerbe”, la sua denominazione deve consentire, in particolare, una netta differenziazione rispetto alle professioni non libere e a quelle attività che non sottostanno all’Ordinamento di cui sopra (VwGH 17.11.2004, 2002/04/0139). La mera denominazione di “training per l’alimentazione” è troppo imprecisa poiché non soddisfa il necessario criterio di differenziazione rispetto alle professioni non libere e alle attività che non sottostanno all’Ordinamento di cui sopra. Per tale motivo la denominazione di “training per l’alimentazione” non può essere validamente registrata ai fini dell’esercizio di un “Gewerbe”.
 
28.01.2019, LVwG-2018/35/2702-3; segnale pubblicitario; autorizzazione ai sensi delle legge sulla tutela della natura; effetto pubblicitario:
Un segnale con la scritta “Attenzione, marmotte” delle dimensioni di 0,5 x 0,6 è idoneo a esercitare un’influenza negativa sul paesaggio circostante. Nonostante il cartello in questione non miri a produrre alcun effetto pubblicitario, esso è da considerarsi “segnale pubblicitario” ai sensi del TNSchG (Legge del Tirolo sulla tutela della natura) del 2005 e avrebbe quindi dovuto essere subordinato ad autorizzazione.
 
29.01.2019, LVwG-2018/37/2603-3; condanna di ripristino ai sensi della Legge sullo sfruttamento delle acque:
Con decisione passata in giudicato il ricorrente è stato condannato a riversare senza indugio le acque reflue dal locale di raccolta del latte dell’azienda agricola “B” nel canale di scarico comunale. Al fine di riversare le acque reflue prodotte nel locale di raccolta del latte dell’azienda agricola “B” nel canale di scarico comunale si rendeva tuttavia necessaria la realizzazione di un canale il cui tracciato doveva passare per un fondo che non è di proprietà del ricorrente. Il proprietario di detto fondo ha negato finora il suo consenso alla realizzazione del canale. Il ricorrente si è visto dunque impossibilitato, dal punto di vista giuridico, a dare esecuzione immediata ai provvedimenti cui era stato condannato. Qualora l’esecuzione di una condanna di ripristino ai sensi della WRG (Legge sullo sfruttamento delle acque) del 1959 sia giuridicamente impossibile, la persona ritenuta responsabile non commetterà in tal modo alcun illecito amministrativo ai sensi del § 137 comma 3 n. 8 WRG data la non ricorrenza dell’elemento soggettivo.
 
25.02.2019, LVwG-2018/15/1757-4; l’offerta di un alloggio su piattaforme di intermediazione costituisce esercizio di libera professione alberghiera (“Gastgewerbe”):
Il fatto di offrire un alloggio su piattaforme di intermediazione è soggetto alle disposizioni dell’Ordinamento sulle attività professionali, tanto più che non è possibile parlare di una mera attività di locazione di unità abitativa che, in quanto tale, non rientrerebbe tra i casi previsti da detta legge: il grande lavoro amministrativo determinato dal continuo avvicendarsi degli ospiti, l’offerta di alloggi su internet a una cerchia di persone indeterminata, la locazione non solo dell’alloggio ma anche del relativo arredamento, la fatturazione di compensi forfettari non suddivisi in costi locativi, accessori ed energetici, sono tipici dell’esercizio di una libera professione alberghiera.
 
12.03.2019, LVwG-2019/40/0279; denuncia di opera edilizia; condanna all’eliminazione del vizio; vizio materiale non eliminabile:
La presa di posizione dell’ufficio per la tutela dell’edilizia e antincendio dell’autorità contro cui si ricorreva suggerisce una attività di edificazione oltre i confini del fondo, cosa che compromette la possibilità di autorizzare il progetto in questione e che non rappresenta un vizio sanabile ai sensi del § 13 comma 3 AVG (Legge generale sul procedimento giudiziario). Il progetto si rivela essere, secondo tale presa di posizione, inammissibile dal punto di vista delle disposizioni di legge in materia di edilizia, fatto che andrebbe stabilito entro il termine previsto dal § 30 comma 3 del TBO (Ordinamento sull’edilizia del Tirolo) del 2018.
 
12.03.2019, LVwG-2018/27/0270-1; LVwG-2018/27/0270-1; prestazione di garanzia:
Il § 34 della Legge per il contrasto al dumping retributivo e contributivo (“Lohn- und Sozialdumping-Bekämpfungsgesetz”), il quale prevede la possibilità di una interruzione dei pagamenti o di una prestazione di garanzia in caso di fondato sospetto di (meglio specificate) violazioni amministrative, viola le norme del diritto dell’UE. Se una disposizione di legge nazionale è apertamente in contrasto con norme dell’UE immediatamente applicabili, essa deve essere disapplicata (principio di prevalenza nell’applicazione).
 
23.04.2019, LVwG-2019/22/0732-1; responsabilità penale-amministrativa; amministratore di immobile abitativo:
L’amministratore di un immobile ad uso abitativo ha il potere esclusivo di rappresentare i condomini nell’amministrazione del fondo (§ 20 WEG – Legge sulla proprietà immobiliare – del 2002) e non anche nelle questioni che siano di esclusivo interesse di un singolo proprietario. Da tale considerazione deriva una generale responsabilità penale-amministrativa dell’amministratore, la quale non richiede alcune espressa previsione nella Normativa antincendio del Tirolo del 1998, dato che il § 35 comma 1 lett. b di tale normativa parla in modo alquanto generale della punibilità di chi non assolva a un obbligo derivante dal § 19 della normativa medesima (cit.: “chi… non assolva”). Il dovere di assolvere a detti obblighi, i quali riguardano l’amministrazione del fondo in generale, spetta all’amministratore dell’immobile e di conseguenza la violazione di essi è punibile.
 
ITALIA
GIURISPRUDENZA COSTITUZIONALEhttp://www.cortecostituzionale.it/actionPronuncia.do


Sentenza n. 210/2018: Istituzione del nuovo Comune di Sèn Jan di Fassa – Sèn Jan
Giudizio di legittimità costituzionale in via principale dell’art. 1 della legge della Regione autonoma Trentino-Alto Adige 31 ottobre 2017, n. 8 (Istituzione del nuovo Comune di Sèn Jan di Fassa - Sèn Jan mediante la fusione dei comuni di Pozza di Fassa-Poza e Vigo di Fassa-Vich), in riferimento agli artt. 5 e 6 Cost. e all’art. 99 del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige), promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri, con ricorso n. 3/2018.
La legge impugnata istituisce il comune Sèn Jan di Fassa – Sèn Jan, fusionando i comuni di Pozza di Fassa-Poza e Vigo di Fassa-Vich. Il ricorrente ritiene violato l’articolo 99 dello statuto speciale per la regione Trentino-Alto Adige/Südtirol nel punto in cui “la tutela delle minoranze linguistiche non può avvenire facendo a meno dell’utilizzo della lingua ufficiale nazionale “, in quanto la legge utilizza solamente il toponimo ladino e non anche quello italiano, cioè “San Giovanni”. La regione resistente a sua volta sottolinea in particolare che i Comuni di Pozza di Fassa-Poza e di Vigo di Fassa-Viech mantengono in entrambe le versioni “il nome “Sèn Jan” «in ragione del profondo significato storico-identitario dell’intera comunità legato alla “Pief de Sèn Jan”, il luogo in cui si riuniva fin dalle origini l’assemblea di tutti i vicini della Comunità di Fassa».” Ritiene che l’art. 8, primo comma, numero 2 dello Statuto speciale prevede l’obbligo del bilinguismo in materia di toponomastica soltanto nel territorio della Provincia autonoma di Bolzano. La regione sottolinea che “l’interpretazione propugnata dal ricorrente dovrebbe indurre a ritenere illegittime tutte le vigenti denominazioni espresse in lingua diversa dall’italiano e senza l’indicazione del corrispondente toponimo italiano, come accade per varie località della Valle d’Aosta e del Piemonte.” A quest’ultimo argomento l’Avvocatura generale dello Stato replica che “la denominazione monolingue francese sarebbe stata resa possibile, in via eccezionale, da legge dello Stato, mentre non esisterebbe alcuna norma statale che consenta l’utilizzo esclusivo del solo toponimo ladino.” Come ultimo argomento la regione adduce il rispetto dell’obbligo della denominazione in lingua italiana dalla prima parte del toponimo (Sèn Jan di Fassa).
La Corte ritiene fondata la questione di legittimità in riferimento all’art. 99 dello Statuto speciale e dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, commi 1, 2 e 4, della norma impugnata, “nella parte in cui utilizza la denominazione «Sèn Jan di Fassa-Sèn Jan» anziché quella di «San Giovanni di Fassa-Sèn Jan»” ed “in via consequenziale, l’illegittimità costituzionale degli artt. 2, comma 1, 3, comma 1, 6, comma 1, 9, commi 2 e 3, 10, comma 1, 12, 13 e 14” della norma impugnata, “nella parte in cui utilizzano la denominazione «Sèn Jan di Fassa-Sèn Jan» anziché quella di «San Giovanni di Fassa-Sèn Jan»”.

 
Sentenza n. 62/2019: Legge di stabilità provinciale 2018 di Trento
Giudizio di legittimità costituzionale in via principale dell’art. 17 della legge della Provincia autonoma di Trento 29 dicembre 2017, n. 18 (Legge di stabilità provinciale 2018), in riferimento degli artt. 3, 81, 117, secondo comma, lettera l), in relazione al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche),  117, secondo comma, lettera o), e 117, terzo comma, per il coordinamento della finanza pubblica, della Costituzione, promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri, con ricorso n. 20/2018.
L’art. 17 della legge provinciale è rubricato «Interventi per la riduzione dell’età media del personale provinciale e per l’assunzione di giovani». Secondo il ricorrente lo stesso articolo “promuove un incentivo all’esodo dal lavoro del personale a tempo indeterminato, che si dimette dal servizio in via anticipata rispetto al termine per il conseguimento del diritto alla pensione” con la conseguenza che “è suscettibile di determinare maggiori oneri previdenziali per anticipo di trattamento di fine servizio, non quantificati né aventi copertura”, violando in tal modo l’art. 81 Cost., in tema di equilibrio di bilancio e di mancata previsione di entrate idonee a far fronte ai maggiori oneri provocati.
La Corte ritiene fondata la questione di legittimità costituzionale in riferimento all’art. 117, secondo comma, lettera l), Cost., in relazione al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche). L’argomento della difesa, secondo la quale «l’ordinamento degli uffici provinciali e del personale ad essi addetto» appartiene alla propria competenza, non è fondata, perché bisogna distinguere tra “i profili normativi relativi al rapporto di lavoro da quelli organizzativi.” Inoltre, la Corte dichiara che “la previsione normativa oggetto d’impugnazione che stabilisce, […] la possibilità d’incentivi all’esodo, andava rimessa alla contrattazione collettiva propria del pubblico impiego privatizzato.”

 
Sentenza n. 77/2019: Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020
Giudizio di legittimità costituzionale in via principale dell’art. 1, comma 828, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020), “in riferimento agli articoli 8, 16, 79, 80, 81, 103, 104 e 107 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670 (Statuto speciale per la Regione Trentino-Alto Adige) e agli articoli 17, 18 e 19 del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 268 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige in materia di finanza regionale e provinciale), dell’art. 2 del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige concernenti il rapporto tra gli atti legislativi statali e leggi regionali e provinciali, nonché la potestà statale di indirizzo e coordinamento), al principio di leale collaborazione di cui all’art. 120 della Costituzione, nonché al principio dell’accordo in materia di rapporti finanziari tra Provincia autonoma e Stato di cui agli artt. 104 e 107 dello statuto speciale e all’art. 27 della legge 5 maggio 2009, n. 42 (Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione), al principio di ragionevolezza di cui all’art. 3 Cost., all’art. 81 Cost., anche in relazione alla legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1 (Introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale), e alla legge 24 dicembre 2012, n. 243 (Disposizioni per l’attuazione del principio del pareggio di bilancio ai sensi dell’articolo 81, sesto comma, della Costituzione)”, promosso dalla Provincia autonoma di Trento, con ricorso n. 22/2018.
L’art. I, comma 828, della legge n. 205 del 2017 abroga il comma 483 dell’art. I della legge 11 dicembre 2016, n. 232 il quale recava una specifica clausola di salvaguardia delle competenze della Provincia autonoma e impediva al sistema sanzionatorio previsto dall’art. 9, comma 4, della legge n. 243 del 2012, in caso di mancato raggiungimento del saldo in equilibrio di produrre direttamente i suoi effetti in ambito provinciale. La Corte dichiara infondata la questione in quanto l’art. 79 dello Statuto speciale stabilisce che a decorrere dal 2018 si applica anche alle Province autonome il pareggio di bilancio e dunque tali autonomie sono passate alla nuova disciplina dell’equilibro di bilancio. Inoltre spetta al legislatore statale creare un omogeneo sistema di sanzioni e premi sul territorio nazionale e quindi anche per gli enti locali appartenenti alle autonomie speciali.

 
Sentenza n. 93/2019: Legge collegata alla manovra di bilancio provinciale 2018
Giudizio di legittimità costituzionale in via principale dell’art. 28, comma 5 della legge della Provincia autonoma di Trento 29 dicembre 2017, n. 17 (Legge collegata alla manovra di bilancio provinciale 2018), in contrasto con gli artt. 5 e 117, secondo comma, lettere m) ed s), Cost., in riferimento agli artt. 7-bis, comma 8, e 27-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante Norme in materia ambientale (codice ambientale), con il principio di leale collaborazione e con l’art. 97 del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto per il Trentino-Alto Adige), promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri, con ricorso n. 19/2018.
Il ricorrente ritiene che detto articolo violerebbe le competenze statali dell’art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione in ambito di tutela dell’ambiente e che la Provincia autonoma potrebbe solamente “esercitare la loro competenza legislativa entro gli ambiti precisi e limitati delineati dall’art. 7-bis, comma 8, [cosiddetto] cod. ambiente.”
“Lo Stato vanterebbe anche un ulteriore titolo di intervento esclusivo, rappresentato dalla competenza, di cui all’art. 117, secondo comma, lettera m), Cost., a dettare i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale.”
La corte sottolinea questo argomento dichiarando che “la materia […] deve essere ricondotta, in via prevalente, alla competenza esclusiva dello Stato in tema di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, poiché la normativa in tema di VIA [valutazione di impatto ambientale] rappresenta, «anche in attuazione degli obblighi comunitari, un livello di protezione uniforme che si impone sull’intero territorio nazionale.”
Per detto motivo la Corte ritiene fondata la questione di illegittimità in riferimento all’art. 117, secondo comma, lettera. s), Cost., e dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 28, comma 5, della legge della Provincia autonoma di Trento 29 dicembre 2017, n. 17.

 
Sentenza 108/2019: Interpretazione autentica dell’articolo 10 della legge regionale 21 settembre 2012, n. 6
Giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale degli artt. 1, 2, 3 e 4 della legge della Regione autonoma Trentino-Alto Adige 11 luglio 2014, n. 4, recante «Interpretazione autentica dell’articolo 10 della legge regionale 21 settembre 2012, n. 6 (Trattamento economico e regime previdenziale dei membri del Consiglio della Regione autonoma Trentino-Alto Adige) e provvedimenti conseguenti», nei cui «applicano con efficacia retroattiva la nozione di “valore attuale medio”, prevedendo l’obbligo di restituzione di somme e/o quote del Fondo Family già percepite legittimamente da ex consiglieri regionali sulla base della legge regionale 21 settembre 2012, n. 6», in riferimento all’art. 3 Cost., promosso dal Tribunale ordinario di Trento, con ordinanza n. 72 del 2017 – Non fondatezza; inammissibilità.
Le disposizioni legislative regionali sottoposte a scrutinio pretendono “di offrire un’interpretazione autentica” che in realtà non è un’interpretazione autentica, ma “introduce nuovi criteri per l’attualizzazione” avente natura retroattiva.  Nonostante il divieto di retroattività contenuto nell’art. 11 delle Disposizioni preliminari al codice civile, da considerare principio fondamentale di civiltà giuridica, non è escluso che il legislatore possa approvare disposizioni con efficacia retroattiva, se “la retroattività trovi adeguata giustificazione nell’esigenza di tutelare principi, diritti e beni di rilievo”, giustificazione che la Corte individua nel fatto che “l’intervento legislativo mira a correggere gli effetti di una normativa che aveva complessivamente determinato un ampliamento della spesa pubblica regionale, in controtendenza rispetto alle generali necessità di contenimento e risparmio in quegli stessi anni. […] Tutti gli enti facenti parte della cosiddetta finanza pubblica allargata sono stati chiamati, proprio in quel periodo di tempo, a concorrere – secondo quanto stabilito dagli artt. 81 e 97, primo comma, Cost. – all’equilibrio complessivo del sistema e alla sostenibilità del debito nazionale, a prescindere dalla condizione di maggiore o minore equilibrio del proprio bilancio.”
Da ciò risulta la non fondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 1, commi 1, 2, 3 e 5; 2; 3, commi 1, 2, 3 e 4; 4, commi 1, 2, 3 e 5 della legge reg. Trentino-Alto Adige n. 4 del 2014.” Inoltre, la Corte dichiara l’inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 1, comma 4; 3, commi 5 e 6; 4, comma 4, della legge della Regione autonoma Trentino-Alto Adige 11 luglio 2014, n. 4, perché “tali disposizioni disciplinano distintamente situazioni diverse e non assimilabili [al caso a quo].”

 
Ordinanza 111/2019: Modifiche alla legge regionale 26 febbraio 1995, n. 2
Giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale degli artt. 2 e 3 della legge della Regione autonoma Trentino-Alto Adige 11 luglio 2014, n. 5, recante «Modifiche alla legge regionale 26 febbraio 1995, n. 2 (Interventi in materia di indennità e previdenza ai Consiglieri della Regione autonoma Trentino-Alto Adige), come modificata dalle leggi regionali 28 ottobre 2004, n. 4, 30 giugno 2008, n. 4, 16 novembre 2009, n. 8, 14 dicembre 2011, n. 8 e 21 settembre 2012, n. 6, nonché alla legge regionale 23 novembre 1979, n. 5 (Determinazione delle indennità spettanti ai membri della Giunta regionale), e successive modificazioni, volte al contenimento della spesa pubblica», in riferimento agli artt. 2, 3, 97 e 117, primo comma Cost, promossi dal Tribunale ordinario di Trento, con quattro distinte ordinanze n. 133, 134, 135, 176 del 2018 – Manifesta inammissibilità.
Gli artt. 2 e 3 della legge impugnata «applicano, peraltro con effetto retroattivo, permanente ed irreversibile, il divieto di cumulo con il limite massimo di € 9.000,00 lordi mensili e/o la riduzione del 20% dell’assegno vitalizio erogato dalla Regione a tutti i titolari di assegno vitalizio regionale e parlamentare, diretto o indiretto, senza gradualità di sorta». La Corte ritiene “che la mancata presa di posizione sulle modalità di interpretazione e applicazione delle disposizioni censurate, che si traduce in un’inadeguata descrizione del quadro normativo, nonché il conseguente difetto di motivazione sulla rilevanza delle questioni di legittimità costituzionale sollevate su quelle disposizioni, rendono le questioni stesse manifestamente inammissibili.”.

 

DECISIONI DEL CONSIGLIO DI STATO


Sentenza n. 955/2019: Covelano marmi
Ricorso n. 8524/2015 del ricorrente Covelano Marmi S.r.l. contro il Sig. Gurschler, nei confronti della Provincia autonoma di Bolzano, del Comune di Silandro e del Consorzio del Parco Nazionale dello Stelvio; ricorso n. 9181/2015 del Comune di Silandro contro il Sig. Gurschler e nei confronti della Provincia autonoma di Bolzano, della Covelano Marmi S.r.l., del Consorzio del Parco Nazionale dello Stelvio e dell’Amministrazione Separata dei Beni in Uso Civico di Covelano; ricorso n. 10585/2015 della Provincia autonoma di Bolzano contro il Sig. Gurschler e nei confronti della Covelano Marmi S.r.l., del Comune di Silandro, del Consorzio del Parco Nazionale dello Stelvio e dell’Amministrazione Separata dei Beni in Uso Civico di Covelano per la riforma della sentenza n. 307/2015 del TAR di Bolzano, concernente l’ottemperanza alla sentenza n. 61/2015 dello stesso tribunale. La sentenza n. 61/2015 a sua volta aveva annullato il provvedimento autorizzatorio del 23 maggio 2014, rilasciato nella stagione estiva del 2014 a favore del Comune di Silandro per il transito con mezzi pesanti sulla strada per l’accesso alla cava marmifera di Covelano e per il trasporto del materiale estrattivo. Nel ricorso per ottemperanza della sentenza n. 307/2015 il Sig. Gurschler aveva invece chiesto “la declaratoria di nullità, per violazione e/o elusione del giudicato formatosi sulla sentenza n. 61/2015, del nuovo provvedimento dell’assessore provinciale per l’agricoltura e le foreste prot. n. 32.0/84.07.4/326187 del 29 maggio 2015, con cui il Comune di Silandro era stato autorizzato al transito sulla strada forestale per il trasporto di marmo nell’imminente stagione estiva 2015, nuovamente senza chiedere il consenso del ricorrente […]”.
Il Consiglio di Stato accoglie alcuni motivi di ricorso del Comune di Silandro (ricorso n. 9181/2015), sottolineando che l’oggetto del giudicato formatosi sulla sentenza n. 61/2015, oggetto a sua volta dell’impugnata sentenza n. 307/2015, era limitato al provvedimento autorizzativo impugnato del 2014 e non poteva invece “proiettarsi nel futuro, su eventuali nuovi procedimenti autorizzatori non ancora richiesti e adottati”. Il provvedimento autorizzatorio del 29 maggio 2015 per la stagione del 2015 invece era stato adottato all’esito di un nuovo procedimento e su istanza non solo del Comune di Silandro ma anche dell’Amministrazione Separata dei Beni in Uso Civico di Covelano e inoltre in presenza di un nulla-osta da parte dell’ente Parco Nazionale dello Stelvio. “Il precedente provvedimento autorizzatorio del 23 maggio 2014, relativo alla stagione estiva/autunnale 2014, annullato con la sentenza ottemperanda n. 61/2015, era, invece, stato adottato su istanza del solo Comune di Silandro e senza previa acquisizione del nulla-osta dell’ente Parco.” “Risulta dunque evidente la diversità, sotto il profilo soggettivo e oggettivo, delle due concrete fattispecie autorizzatorie dedotte in giudizio rispettivamente nel giudizio cognitorio e nel giudizio di ottemperanza, con conseguente inconfigurabilità, anche sotto tale profilo, di una violazione o elusione di giudicato.” Il Consiglio di Stato dispone di seguito che “il ricorso per ottemperanza volto a dichiarare la nullità e/o inefficacia, per violazione e/o elusione del giudicato formatosi sulla sentenza n. 61/2015” deve essere respinto. Anche il motivo di ricorso per il quale dovrebbe essere dichiarata la nullità e/o l’inefficacia “per contrasto con la sentenza esecutiva n. 72/2015” dello stesso TAR, appellata dal Comune di Silandro, non viene accolto dal Consiglio di Stato.


Sentenza n. 1618/2019: SALE GIOCHI
Dieci ricorsi riuniti per la riforma delle rispettive dieci sentenze del TAR di Bolzano, le quali avevano respinto “i ricorsi proposti dalle imprese odierne appellanti, che gestiscono sale giochi” in diversi luoghi dell’Alto Adige, “avverso i provvedimenti di decadenza, per intervenuta scadenza legale, delle rispettive autorizzazioni alla gestione delle sale giochi e di contestuale diniego di rinnovo negli stessi siti, adottati nei mesi di aprile e maggio 2016 dall’amministrazione provinciale sul rilievo che le sale giochi erano ubicate entro un raggio di 300 m da luoghi c.d. sensibili, quali definiti dall’art. 5-bis, comma 1, l. prov. 13 maggio 1992, n. 13 – articolo, inserito dall’art. 1, comma 1, l. prov. 22 novembre 2010, n. 13”.
Il Consiglio di Stato respinge gli appelli confermando le impugnate sentenze perché ritiene infondati gli appelli anche in riferimento alle “censure dedotte avverso le statuizioni dichiarative della manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell’art. 5-bis l. prov. n. 13/1992, per asserito contrasto con gli artt. 3, 41, 117, comma 2, lettere e), h) e m), e 118 della Costituzione.” Per quanto riguarda un eventuale contrasto con gli articoli 117 comma 2, lett. e), h) e m) e 118 Costituzione il Consiglio rinvia alla sentenza n. 300/2011 della Corte costituzionale che aveva già dichiarato infondata la questione di legittimità costituzionale, riconducendo le disposizioni in questione alla materia della tutela dei minori e a quella della tutela del territorio, dove la Provincia autonoma di Bolzano esercita la potestà legislativa esclusiva ex art. 8 numeri 25) e 5) dello Statuo speciale. Il Consiglio di Stato si riferisce anche all’ormai consolidata giurisprudenza amministrativa in materia, la quale “ha ripetutamente affermato la legittimità delle discipline, regionali e delle Province autonome, che pongono limiti alla collocazione nel territorio delle sale da gioco e di attrazione e delle apparecchiature per giochi leciti, dichiaratamente finalizzate a tutelare soggetti ritenuti maggiormente vulnerabili, o per la giovane età o perché bisognosi di cure di tipo sanitario o socio assistenziale”. Anche in riferimento alla questione di legittimità costituzionale delle disposizioni in riguardo all’art. 41 Cost., il Consiglio di Stato esclude “che la censurata disciplina legislativa determini un’interdizione assoluta del diritto all’esercizio dell’attività economica del gioco lecito in ambito comunale e/o provinciale e una soppressione di tale settore di mercato” e deduce da ciò anche la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale per la mancata “violazione della libertà di iniziativa economica sancita dall’art. 41, primo comma, della Costituzione”.
 

Sentenza n. 544/2019: Casa circondariale di Bolzano
Ricorso n. 8263/2015 proposto dalla Impresa di Costruzioni Ing. E. Mantovani S.p.a., in proprio e in qualità di capogruppo mandataria di costituenda associazione temporanea di imprese - a.t.i. con Guerrato S.p.a. contro la Provincia autonoma di Bolzano, Agenzia per i procedimenti e la vigilanza in materia di contratti pubblici di lavori servizi e forniture, contro l’ANAC e nei confronti della Società Italiana per Condotte d’Acqua S.p.a. e Inso Sistemi per Infrastrutture Sociali S.p.a., per la riforma della sentenza del TAR di Bolzano n. 270/2015 concernente l’”esclusione dalla procedura per l’affidamento della concessione di finanziamento della progettazione definitiva ed esecutiva, costruzione e gestione della nuova Casa Circondariale di Bolzano” e il risarcimento dei danni. La Mantovani S.p.a. “è stata esclusa dalla procedura di evidenza pubblica per aver comunicato tardivamente e in modo incompleto gli elementi che dimostrassero che si fosse dissociata dalla condotta del suo amministratore”, che a sua volta il 5 dicembre 2013 era stato condannato con sentenza divenuta irrevocabile il 29 marzo 2014 “per i reati di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, di associazione a delinquere e di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, reato continuato e in concorso”. Tale sentenza non è stata menzionata nelle dichiarazioni in sede di gara, momento antecedente del passaggio in giudicato della sentenza penale, ma solo con le memorie del 10 giugno 2014 e del 17 ottobre 2014, dopo che l’autorità di gara aveva chiesto dei chiarimenti. Ai fini della decisione dell’appello veniva investita la Corte di giustizia UE della questione pregiudiziale sulla compatibilità con il diritto dell’Unione Europea dell’art. 38, comma 1, lettera c), d.lgs. n. 163 del 2006, concernente l’estensione della disciplina dell’obbligo dichiarativo sull’assenza di sentenze definitive di condanna “ai soggetti titolari di cariche nell’ambito delle imprese concorrenti, cessati dalla carica nell’anno antecedente la pubblicazione del bando”.
Il Consiglio di Stato ritiene infondato l’appello, ad eccezione del motivo con cui viene specificamente impugnata la statuizione sulle spese. Considerando che anche la Corte di giustizia Ue aveva concluso, che una normativa nazionale non si pone in contrasto con il diritto dell’Ue, ove prevede di tener conto di una condanna penale ancorché non ancora definitiva, per un reato che incide negativamente sulla “moralità professionale di tale impresa” “qualora il suddetto amministratore abbia cessato di esercitare le sue funzioni nell’anno precedente la pubblicazione del bando di gara d’appalto pubblico, e di escludere tale impresa dalla partecipazione alla procedura di aggiudicazione di appalto in questione con la motivazione che, omettendo di dichiarare detta condanna non ancora definitiva, l’impresa non si è effettivamente e completamente dissociata dalla condotta del suddetto amministratore”. Si ritiene quindi legittima l’esclusione della Mantovani S.p.a., basata sulla “mancata dissociazione dell’impresa dalla condotta dell’amministratore delegato, “dell’omessa tempestiva dichiarazione della condanna non ancora definitiva pronunciata nei confronti dell’amministratore, cessato dalla carica nell’anno precedente la pubblicazione del bando di gara”.
 

Sentenza n. 2485/2019: tutela delle minoranze linguistiche
Ricorsi n. 8974/2018 e n. 8976/2018 proposti dal Ministero dell’Interno – Dipartimento Pubblica Sicurezza contro più appellati, tutti assistenti e agenti della Polizia di Stato, e contro la Provincia autonoma di Bolzano per la riforma della sentenza del TAR di Bolzano n. 100/2018 concernente la domanda di annullamento nonché di diversi altri atti e per la riforma della sentenza del TAR di Bolzano n. 101/2018, anch’essa concernente domanda di annullamento e di altri atti. Con le sentenze summenzionate il TAR di Bolzano aveva accolto i ricorsi proposti dagli odierni appellati, assistenti e agenti della Polizia di Stato con quattro anni di servizio e in possesso dell’attestato di bilinguismo di livello C, avverso determinati atti, tra i quali vari decreti del Direttore Centrale per le Risorse Umane, i quali avevano assegnato ai concorrenti per i posti ordinari, “dei posti rientranti nella riserva per la Provincia di Bolzano rimasti scoperti per insufficienza o per rinuncia dei concorrenti muniti del necessario titolo linguistico, nelle annualità 2008 e 2010 (oggetto della sentenza n. 100/2018) rispettivamente 2011 e 2012 (oggetto della sentenza n. 101/2018)”. Così si vedevano vanificate “le disposizioni in materia di uso della lingua nei rapporti con la pubblica amministrazione, sancite dagli artt. 99 e 100 dello Statuto speciale di autonomia approvato con d.P.R. n. 670/1972 e ulteriormente specificate nelle norme di attuazione dello Statuto speciale di cui agli artt. 33 d.P.R. n. 574/1988 e 4 d.P.R. n. 752/1976”.
Il Consiglio di Stato respinge i ricorsi e conferma le impugnate sentenze. Sottolinea tra l’altro la necessità di interpretare la disciplina di riferimento costituzionalmente orientato “tenendo conto sia del principio della tutela delle minoranze linguistiche sancito dall’art. 6 della Costituzione, sia degli artt. 99 e 100 dello Statuto speciale di autonomia – secondo cui nella Regione Trentino - Alto Adige la lingua tedesca è parificata a quella italiana e i cittadini di lingua tedesca della Provincia di Bolzano hanno facoltà di usare la loro lingua nei rapporti con gli uffici giudiziari e con gli organi della pubblica amministrazione […]”. Il Consiglio di Stato si riferisce espressamente all’art. 33 d.P.R. 15 luglio 1988, n. 574, il quale mirerebbe “a garantire il rispetto del bilinguismo da parte delle Forze di polizia” e dispone di seguito che “deve essere riservata, in base al fabbisogno di personale occorrente […] una aliquota di posti per i candidati che abbiano adeguata conoscenza della lingua italiana e di quella tedesca”. Il fondamento per la riserva nel reclutamento del personale delle Forze di polizia ai possessori dell’attestato di adeguata conoscenza delle lingue può quindi essere trovato nella “disciplina di rango costituzionale e para-costituzionale”.
 
 

PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO ALTO ADIGE
Legislazione provinciale
Legge provinciale n. 22 del 3 dicembre 2018
“Democrazia diretta, partecipazione e formazione politica”
La legge provinciale contiene la novazione degli strumenti della democrazia diretta e partecipativa ed abroga la legge n. 18 del 18 novembre 2005 e le regole comprese.
Le più importanti regolarizzazioni sono: Il referendum può essere richiesto da almeno 8.000 elettrici/elettori. È da distinguere tra: il referendum abrogativo, il quale dà la possibilità di abrogare una legge vigente; il referendum propositivo, il che dà la possibilità di votare una legge che le cittadine/i cittadini hanno elaborato; il referendum confermativo, con il quale viene deciso se una legge varata dal Consiglio provinciale deve entrare in vigore o meno, il cui deve essere chiesto da almeno 300 promotrici/promotori entro 20 giorni dall’approvazione della legge in consiglio, ed escluse sono le leggi approvate a maggioranza di due terzi; il referendum consultivo su proposte legislative di competenza del Consiglio o della Giunta provinciale: è l’unico che è valido anche se al voto non hanno partecipato almeno il 25 per cento degli aventi diritto, i quali sono tutti che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età entro il giorno dell’elezione. Inoltre, sono regolati l’iniziativa popolare, la possibilità di creare Consigli delle cittadine e dei cittadini, quale processo partecipativo ha come obiettivo di coinvolgere nel processo politico la popolazione e le sue competenze e conoscenze su questioni che riguardano la collettività, il che fanno esprimendo suggerimenti e raccomandazioni. Installato viene anche l’ufficio per la formazione politica e la partecipazione, che fra l’altro mira al rafforzamento della formazione politica della popolazione, l’organizzazione dei Consigli delle cittadine e dei cittadini e dare informazioni sull’oggetto dei referendum.
 
 
Legge provinciale n. 1 del 23 aprile 2019
“Abrogazione della legge provinciale 20 settembre 2012, n. 15, (Istituzione del repertorio toponomastico provinciale e della consulta cartografica provinciale) e altre disposizioni”
La legge provinciale contiene al primo articolo l’abrogazione della legge provinciale n. 15 del 20 settembre 2012, con la quale si mira di revocare il procedimento di controllo di legittimità costituzionale davanti alla Corte Costituzionale, promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri, con ricorso n. 182/2012. Così manca ancora una regolarizzazione come previsto nell’art. 8, cifra 2, D.P.R. nr. 670/1972 (statuto speciale).
Secondo l’art. 2 viene inserito l’art. 4-bis nella legge provinciale n. 26 del 12 giugno 1975, il quale stabilisce che un luogo pubblico non può essere intitolato al nome di persone decedute da meno di dieci anni. Eccezioni possono essere consentiti, dopo aver sentito il Direttore/la Direttrice della Ripartizione provinciale Beni culturali, per persone particolarmente benemerite per la collettività.
 
 
Legge provinciale n. 2 del 29 aprile 2019
“Variazioni del bilancio di previsione della Provincia autonoma di Bolzano per gli esercizi 2019, 2020 e 2021 e altre disposizioni”



Giurisprudenza amministrativaLe sentenze possono essere consultate al sito https://www.giustizia-amministrativa.it/.


SENTENZA N. 82/2019: ZONA SCIISTICA CAREZZA
Ricorso n. 124/2018 del Dachverband für Natur- und Umweltschutz Südtirol (Federazione Protezionisti Sudtirolesi), dell’Alpenverein (AVS) Südtirol e dell’Alpenverein Sezione di Bolzano contro la Provincia Autonoma di Bolzano, contro i Comuni di Tires e Nova Levante e nei confronti della Tierser Seilbahn AG per l’annullamento di più deliberazioni, studi di fattibilità, protocolli e pareri, nonché della Deliberazione della Provincia Autonoma di Bolzano n. 159/2018 e degli allegati, concernente l’“Intervento integrativo alla zona sciistica ‘Carezza’ nei Comuni di Tires e Nova Levante per la realizzazione del collegamento funiviario Tires/San Cipriano-Malga Frommer. Approvazione”.
Il TAR rigetta i motivi di ricorso in confronto a tutti gli atti, i quali non hanno carattere di un provvedimento e che non sono dunque atti amministrativi impugnabili, come per esempio lo studio di fattibilità in questione. Ciò vale anche per pareri puramente interni, i quali non producono nessun effetto all’esterno o non sono configurabili come provvedimenti conclusivi-finali. Il ricorso da parte dell’Alpenverein Südtirol e della Sezione bolzanina viene dichiarato inammissibile, ritenuto mancante un relativo legame al progetto e considerando che la Sezione AVS di Nova Levante non si è espressa in nessun modo in riguardo al progetto e che la Sezione AVS di Tires per iscritto ha preso le distanze dal ricorso proposto.
Il TAR accoglie invece il motivo di ricorso del Dachverband für Natur- und Umweltschutz Südtirol in riferimento al difetto di motivazione, annullando di seguito il parere n. 1/2018 del Comitato ambientale, nonché la Deliberazione della Provincia Autonoma di Bolzano n. 159/2018. Ritiene manifestamente violato sia l’obbligo generale di motivazione, nonché le disposizioni che stabiliscono, che la decisione del Comitato ambientale deve essere espressa in modo analitico. In addizione a ciò mancherebbe anche la motivazione in riferimento alla cooptazione di altri membri con diritto di voto al Comitato ambientale per particolari progetti. Nel protocollo suddetto non può essere trovata la relativa motivazione, né in relazione al progetto, né in riferimento alle competenze specifiche degli esperti esterni.
 

SENTENZA N. 62/2019: DIRITTO SOGGETTIVO E INTERESSE LEGITTIMO IN MATERIA DI CONTRIBUTI
Ricorso n. 141/2018 dell’associazione “Die Kinderwelt Onlus” contro la Provincia Autonoma di Bolzano per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia di più decreti della Direttrice dell’Agenzia per la famiglia della Provincia Autonoma di Bolzano, con i quali sono stati revocati vari contributi a favore di enti privati e pubblici per iniziative di accompagnamento e assistenza extrascolastica integrativa per bambini e ragazzi.
Il TAR ritiene inammissibile il ricorso, visto che la materia del contendere non rientra tra le materie di competenza del Giudice amministrativo ma tra quelle della giurisdizione ordinaria. Con riferimento alla giurisprudenza consolidata del Tribunale, il TAR sottolinea la necessità di distinguere tra la fase dell’assegnazione dei contributi e quella del mantenimento delle agevolazioni. Nella prima fase, il soggetto beneficiario è sempre titolare di un interesse legittimo, nella seconda fase invece, il soggetto privato spesso è titolare di un diritto soggettivo, come in particolare in quei casi, dove i contributi vengono revocati da parte della Pubblica amministrazione a causa del mancato rispetto degli obblighi connessi alla loro concessione. Nel caso attuale, la revoca è dovuta alla mancata osservanza delle disposizioni in materia di rendiconto ai sensi dell’art. 12 delle direttive della delibera e riguarda dunque un diritto soggettivo del beneficiario, motivo per il quale sussiste la competenza del giudice ordinario.
 

SENTENZA N. 15/2019: MARINZEN SRL
Ricorso n. 183/2018 della società Marinzen Srl contro la Provincia Autonoma di Bolzano e contro il Comune di Castelrotto per l’ottemperanza ai sensi dell’art. 112 ss cpa della sentenza n. 365 del 22.12.2017 del TAR di Bolzano, nonché per la nomina di un commissario ad acta, il quale delibera in luogo dell’amministrazione inerte ai sensi dell’art. 9-bis comma 3 del Decreto del Presidente della Provincia sullo studio di fattibilità della Marinzen Srl. Inoltre il ricorrente chiede l’annullamento della Delibera provinciale n. 1079 del 16.10.2018, con la quale è stata nuovamente rigettata la domanda della Marinzen Srl riguardante il collegamento della zona sciistica Marinzen alla zona sciistica Alpe di Siusi, e di atti connessi.
Il TAR accoglie il ricorso e dichiara di seguito la nullità della Delibera n. 1079 del 16.10.2018 e degli atti consecutivi. Viene rilevato tra l’altro, che nella nuova trattazione della questione, la Pubblica amministrazione ha applicato delle disposizioni entrati in vigore solo dopo la notifica della sentenza. Gli avvenimenti verificatosi solo dopo la notifica della sentenza, a parere della giurisprudenza, sono però irrilevanti per il riesame della questione. Per l’attuazione e la conclusione del procedimento in questione vige quindi il termine ordinario di 30 giorni e non quello di 150 giorni, come introdotto dalla Delibera provinciale n. 169 del 27.02.2018. Inoltre a ciò, il TAR stabilisce che le due alternative di progetto proposte dalla Marinzen Srl, non possono essere qualificate come modifica al progetto, la quale avrebbe portato a una riproposizione dello stesso, ma come collaborazione leale e trasparente, per procurare all’Amministrazione tutte le informazioni rilevanti e necessari per il dovuto bilanciamento degli interessi. Il TAR di Bolzano conferma quindi l’obbligo per l’Amministrazione provinciale, di proseguire con il procedimento per la valutazione dello studio di fattibilità del 2015, nonché delle sue varianti in base alle disposizioni in vigore al 26.02.2018. Il Tribunale ordina all’Amministrazione di emanare entro 30 giorni dalla comunicazione della sentenza il parere del Comitato ambientale sul progetto e sulle varianti e di rilasciare entro i 30 giorni successivi il provvedimento finale di chiusura.
 
 
SENTENZA N. 23/2019: SAD
Ricorso n. 279 del 2017 proposto da Consorzio dei Concessionari di Linea della Provincia Autonoma di Bolzano – LIBUS in proprio e quale mandante del costituendo RTI con SAD Trasporto Locale S.p.A. contro la Provincia Autonoma di Bolzano e contro l’Acp Agenzia per i Procedimenti e La Vigilanza in materia di Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture per l’annullamento della Deliberazione della Giunta Provinciale della Provincia Autonoma di Bolzano n. 1147 del 24.10.2017 “avente ad oggetto ‚Proposta di project financing di servizi avente a oggetto l'affidamento in concessione di un bacino omogeneo nella Provincia di Bolzano del servizio di trasporto su gomma e su sede fissa’, con la quale è stata dichiarata ‘non ammissibile’ la proposta di project financing” e di diversi altri atti e provvedimenti. Inoltre trattato in modo congiunto il ricorso n. 280 del 2017 proposto da SAD Trasporto Locale S.p.A. e LIBUS contro la Provincia Autonoma di Bolzano e l’Acp per l’annullamento della stessa Deliberazione n. 1147 del 24.10.2017 ed altri atti e provvedimenti.
Il TAR di Bolzano rigetta i ricorsi siccome in parte inammissibili e per il resto infondati.
Per quanto riguarda la prima serie di motivi di gravame, basata sull’assunto dell’incompatibilità dell’istituto del project financing con l’affidamento in concessione di servizi di trasporto pubblico locale, il Tribunale enuncia che “[…] appare giustificato il rifiuto dell’amministrazione provinciale di sottoporre a verifica di fattibilità o di rispondenza al pubblico interesse la proposta di finanza di progetto per cui è lite, con conseguente infondatezza del mezzo di gravame in esame.” Alla stregua della delibera n. 566 del 31.05.2017 “dell’Autorità nazionale anticorruzione, come richiamata nella parte motiva della delibera n. 1147/2017” si deve escludere “la possibilità di ricorrere alla finanza di progetto quando – come normalmente avviene nei servizi di trasporto pubblico su gomma – si discuta di concessioni di servizi ‘pure’ in cui non sia contemplata la realizzazione di opere infrastrutturali.” Da queste valutazioni dell’ANAC si potrebbe inoltre ricavare “una seconda controindicazione all’ammissibilità della finanza di progetto, ogniqualvolta la stessa sia indirizzata ad agevolare iniziative che si connotano per un elevato tasso di ‘contribuzione pubblica’.” “Contraddice, infatti, la ratio che connota gli strumenti di partenariato pubblico privato - finalizzati all’attrazione di risorse finanziarie private nell’esecuzione e gestione di opere e servizi pubblici - l’uso degli stessi in relazione alla prestazione di servizi caratterizzati da significativa copertura finanziaria pubblica. Viene meno, in siffatta ipotesi, anche la giustificazione dell’attribuzione a favore del promotore di vantaggi concorrenziali che fungono da contropartita dell’esposizione finanziaria richiesta.”
Un’altra serie di doglianze riguarda invece “la configurabilità di un vincolo normativo che imponga la necessaria ripartizione del territorio provinciale in più bacini territoriali omogenei, ovvero escluda la possibilità di mettere a gara la gestione del servizio dei TPL sulla base di un unico bacino territoriale provinciale e, conseguentemente, di un unico lotto”. Non accogliendo detti motivi, il Tribunale sottolinea che il “ruolo di ‘governo’ attribuito all’ente provinciale rispecchia il riparto delle competenze legislative in materia che lo Statuto d’autonomia attribuisce in via primaria alla PAB (art. 8, comma 1, cifra 18 del D.P.R. n. 670/1972). Devono quindi, per ciò soltanto, disattendersi le censure rivolte a denunciare l’obliterazione di norme statali (art. 48 del D.L. n. 50/2017 e art. 3-bis del D.L. n. 138/2011) che dettano criteri dimensionali minimi dei bacini riferiti alle Regioni ordinarie e che, per tale aspetto, non paiono integrare gli estremi di norme fondamentali di riforma economico-sociali della Repubblica, venendo legittimamente derogate dalle richiamate disposizioni di legge provinciali. Queste ultime tengono conto delle peculiarità territoriali dell’ente ad autonomia differenziata e prevalgono sulle norme statali ‘divergenti’, anche in virtù dei meccanismi di adeguamento stabiliti dalle norme di attuazione recate dall’art. 2 del D.Lgs. n. 266/1992.” Inoltre a ciò viene preso in considerazione il principio secondo il quale si deve tenere conto delle piccole e medie imprese nella gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica e ciò si traduce nel criterio della normale suddivisione in lotti o nell’aggravio motivazionale per la mancata suddivisione. Anche la giurisprudenza amministrativa si è pronunciata a favore della divisione in lotti e quindi contro il lotto unico per garantire un “efficace elemento di concorrenzialità degli affidamenti delle concessioni e di apertura del mercato”. E di seguito il Tribunale accerta anche la facoltà della Pubblica Amministrazione “di non entrare nel merito di un progetto di partenariato pubblico-privato ove lo stesso non rispetti requisiti minimi ritenuti essenziali dall’ente pubblico gestore” come tra l’altro l’esclusione del lotto unico o anche il ridotto tasso di contribuzione pubblica.
 
 
PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
Legislazione provinciale
https://www.consiglio.provincia.tn.it/leggi-e-archivi/codice-provinciale/Pages/ricerca-codice-provinciale.aspx


Decreto del presidente della provincia 20 febbraio 2019, n. 3-4/Leg
Regolamento concernente "Terzo regolamento stralcio di attuazione dell'articolo 38, comma 4, della legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3 (Norme in materia di governo dell'autonomia del Trentino), concernente la disciplina degli organi collegiali"

Legge provinciale 12 febbraio 2019, n. 1
Variazione al bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2019 - 2021
 


Giurisprudenza amministrativaLe sentenze sono reperibili al link https://www.giustizia-amministrativa.it/provvedimenti-trga-trento inserendo anno e numero.
 
T.R.G.A. Trento, sez. I, 04/04/2019, n. 57
Accoglimento di ricorso per l’annullamento dell’atto di proclamazione degli eletti del Consiglio provinciale di Trento e del Presidente della Provincia di Trento per vizi di legittimità nell’assegnazione di alcuni voti
 
T.R.G.A. Trento, sez. I, 11/02/2019, n. 31
La circostanza che il recesso dal contratto di lavoro autonomo professionale, da parte del medico, derivi dalla comprensibile opzione riguardo un'opportunità lavorativa oltremodo favorevole rispetto alla possibilità di lavoro offerta dall'Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari non configura in ogni caso una ragione sufficiente per escludere o di cui tenere conto ai fini dell'imposizione della penale. Inoltre, la finalità della l. prov. Trentino-Alto Adige n. 4/1991 è quella di ottenere la collaborazione quantomeno per due anni di professionalità specialistiche rivelatesi carenti nell'ambito del Servizio Sanitario Provinciale e per le quali è stato speso denaro pubblico, con la conseguenza che il fatto che il medico abbia assunto un impiego presso una struttura sanitaria della Regione Veneto non risulta di alcuna rilevanza. Pertanto, la penale, applicabile al medico, a seguito del recesso anticipato dal contratto di lavoro autonomo con l'Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, è proporzionalmente ridotta in relazione alla durata dell'incarico assegnato.
 
T.R.G.A. Trento, sez. I, 29/01/2019, n. 28
La violazione del principio di proporzionalità non è invocabile di fronte ad un diniego di sanatoria, di natura rigorosamente vincolata. In tal caso, non trova spazio la lamentata violazione del principio di proporzionalità né l'asserita ingiustizia manifesta del provvedimento gravato.
Nelle aree agricole è consentita la sola realizzazione di manufatti di limitate dimensioni funzionali alla coltivazione del fondo e non con finalità abitativa, ai sensi dell'art. 3 comma 4, del d.P.P. di Trento n. 84/2010.
Il richiamo preciso al dato testuale dell'art. 61 delle N.T.A. del vigente P.R.G., che vieta nuove edificazioni ed ampliamenti volumetrici dell'esistente nelle aree di protezione dei contesti paesaggistici, ove risulta situato l'edificio di cui trattasi, costituisce già sufficiente ragione del diniego di sanatoria per le opere irregolarmente realizzate.
 
T.R.G.A. Trento, sez. I, 17/01/2019, n. 17
La l.p. n. 5/2006 (come successivamente modificata) esplicitamente demanda alla Giunta provinciale la fissazione dei titoli valutabili (o meno) ai fini della formazione delle graduatorie d'istituto. Tale normativa, vigente, incontestata e di perdurante applicazione nel territorio provinciale, non ha posto vincoli di sorta a riguardo dei titoli valutabili. Il D.M. 1 giugno 2017, n. 374, di cui si pretende l'applicazione per quanto riguarda la valutabilità dei titoli relativi a servizi di insegnamento resi senza il possesso del prescritto titolo di studio, afferma, all'art. 6, comma 5, la vigenza nella Provincia di Trento di specifiche disposizioni e autonomi provvedimenti, escludendo che trovi applicazione la procedura prevista del decreto stesso. La vigenza nella Provincia di Trento di disposizioni di legge diverse da quelle valide per il restante territorio nazionale, giustificata dal particolare statuto di autonomia, impedisce di apprezzare la disparità di trattamento e la manifesta ingiustizia lamentate dalla ricorrente.
 
T.R.G.A. Trento, sez. I, 17/01/2019, n. 12
La l. prov. Trento n. 15 del 2015 (art. 49 comma 2) affida solo al piano attuativo un eventuale incremento dei volumi, salva l'esplicita eccezione della realizzazione di opere per l'eliminazione delle barriere architettoniche (e per garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e pubblici) rispetto alle quali è permesso il superamento del volume edilizio.
Secondo le N.T.A. del P.R.G. di Trento, il volume urbanistico è pari alla somma dei prodotti delle superfici utili nette dei singoli piani per le rispettive altezze interne nette, e dei piani seminterrati, qualora abbiano un'altezza netta interna non superiore a 3 metri, ove si considera solo l'altezza fuori terra, calcolata dal piano di spiccato. Il volume edilizio è, invece, quello complessivo esistente o di progetto di un edificio entro e fuori terra.
Il miglioramento delle condizioni di funzionalità, pur previsto dalla lett. d) comma 1, dell'art. 77 della l. prov. n. 15/2015, riguarda in ogni caso interventi di adeguamento dell'unità edilizia compatibili con il risanamento conservativo, che solo in tal caso sono ammissibili. La trasformazione dell'edificio preesistente, in particolare la modifica dell'altezza utile interna (nonché del volume) conseguente all'abbassamento del piano di calpestio, impedisce, anche alla stregua del prevalente indirizzo giurisprudenziale, di attribuire natura di risanamento conservativo agli interventi in questione.
 
T.R.G.A. Trento, sez. I, 03/01/2019, n. 1
La localizzazione di impianti di telefonia ai sensi dell’art. 78 l.p. Trento n. 15/2015 e del regolamento edilizio non è assoggettata ad autorizzazione paesaggistica.
 
T.R.G.A. Trento, sez. I, 06/12/2018, n. 272
La contraffazione o alterazione di un permesso di soggiorno o del visto di ingresso o di una carta di soggiorno determina la reiezione della domanda di permesso, senza alcun margine di discrezionalità per l’Amministrazione. il permesso è revocato se è stato acquisito fraudolentemente (art. 9, c. 7, lett. a) del d. lgs. n. 286/1998. Pertanto, in difetto di un valido passaporto non è consentito all'Amministrazione rilasciare il titolo di soggiorno richiesto e l'uso di un passaporto falso impone la reiezione della domanda di permesso senza lasciare margini di discrezionalità all'Amministrazione, essendo venuto meno un requisito imprescindibile per il rilascio, essendo l'allegazione di un documento falso indice presuntivo di pericolosità sociale e giustificato motivo di annullamento o di diniego del titolo di soggiorno.
 
T.R.G.A. Trento, sez. I, 04/12/2018, n. 271
L’art. 5 comma 5, parte seconda, d. lgs. n. 286/1998 richiede che i vincoli familiari dello straniero esistenti devono essere effettivi, escludendo, da un lato, che questi assumano di per sé carattere preminente e, dall'altro, che possano costituire scudo o garanzia assoluta di immunità dal rischio di revoca o diniego di rinnovo del permesso di soggiorno. Le condanne riportate per i reati previsti dall'art. 4, T.U. sull'immigrazione (e fra questi quelli elencati nell'art. 380, cc. 1-2, c.p.p.) sono considerate automaticamente causa impeditiva al rilascio o al rinnovo del permesso di soggiorno, senza che occorra una specifica valutazione di pericolosità del condannato da parte dell'Amministrazione, atteso che detto giudizio è espresso preventivamente e direttamente dal legislatore in considerazione del grave disvalore attribuito e del particolare allarme sociale dagli stessi ingenerato. La condanna di cui sopra costituisce per lo straniero elemento ostativo al rilascio e al rinnovo del permesso, prescindendo dalla circostanza che - per detti reati - sia anche previsto obbligatoriamente, nel caso di flagranza, l'arresto e che tale misura non sia stata applicata (rectius, non si sia potuta applicare). Le norme del T.U. sull'immigrazione ricollegano, infatti, l'ostatività alla pronuncia di una sentenza penale di condanna per i reati previsti nei commi 1 e 2 dell’art. 380 c.p.p., senza operare alcun discrimine fra soggetti condannati che, al momento della commissione dei fatti delittuosi, sono stati colti o meno in flagranza, e dunque nei cui confronti sia stata applicata o non applicata la misura dell'arresto.

 
 
 
NEWS
La giuria internazionale della settima edizione del programma Federal Scholar in Residence di Eurac Research ha assegnato il premio ad Andrew J. Harding, professore di diritto presso la National University of Singapore, e si occupa principalmente di diritto costituzionale comparato e diritto dei paesi asiatici. Il suo manoscritto intitolato “The Constitutional Dimensions of Decentralisation and Local Self-Government in Asia” si è aggiudicato il primo posto tra le candidature pervenute, e verrà presentato nel corso del suo periodo di ricerca presso Eurac Research.
Le domande per il programma Federal Scholar in Residence 2020 devono essere inviate entro il 1° luglio 2019. Per informazioni si prega di consultare il sito www.eurac.edu/federalscholar.
 
Nell’ambito del progetto GaYA – Governance and Youth in the Alps, al quale l’Istituto di studi federali comparati ha partecipato assieme ad altri partner della regione alpina, sono stati elaborati strumenti e spunti per decisori pubblici e funzionari locali e regionali per promuovere la partecipazione giovanile. Come aiuto iniziale, è stata sviluppato una “toolbox online”, una cassetta degli attrezzi che presenta metodi ed esempi e mostra come aggirare gli ostacoli che si verificano più frequentemente. La toolbox è disponibile online all‘indirizzo: http://www.alpine-space.eu/projects/gaya/en/project-results/participation-toolbox. Esemplari fisici della scatola possono essere richiesti presso l’Istituto di studi federali comparati di Eurac Research.

 
EVENTI

Convegno "1919 - Länderkonferenzen und Landesverfassungen", il 27 giugnio 2019, dalle 14:00 alle 18:00  nella Università Innsbruck, Innrain 52, HS F.

14 giugno 2019: Modelli di gestione delle risorse naturali. Il caso dell’acqua nelle aree montane. profili economici e giuridici, convegno presso il Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Trento, con la partecipazione anche di Anac e Agcom
 

NOVITÀ EDITORIALI
 
Peter Bußjäger/Esther Happacher/Walter Obwexer (cur), Verwaltungskooperation in der Europaregion. Potenziale ohne Grenzen?, 2019.

Anna Gamper, Koordination vs. Durchgriff: Aktuelle Herausforderungen des österreichischen Bundesstaats, in: Eppler/Maurer (cur), Europapolitische Koordination in Österreich. Inter- und intrainstitutionelle Regelwerke, Funktionen und Dynamiken, 2019, 77 ss.

Esther Happacher/Roberto Toniatti (cur), Gli ordinamenti dell’Euregio. Una comparazione, 2018.

Günther Pallaver/Theo Hug, Right to vote for robots? Considerations on legal and political consequences of granting citizenship to social humanoid robots. Paper presented at the International Conference: Media in Transition 10: Democracy and Digital Media, May 17-18, 2019. Massachusetts Institute of Technology, Cambridge, MA.
http://media-in-transition-10.mit.edu/
 
Günther Pallaver/Giorgio Mezzalira (cur), Der identitäre Rausch. Rechtsextremismus in Südtirol/Ubriacatura identitaria. L’estrema destra in Alto Adige,  2019.
 
Alice Engl/Günther Pallaver/Elisabeth Alber (cur), Politika 2019. Südtiroler Jahrbuch für Politik/Annuario di politica dell’Alto Adige/Anuar de politica dl Südtirol, 2019.
 
Copyright © 2019

Email Marketing Powered by Mailchimp