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Newsletter No.: 1/2015
relativa al periodo: 12/2014 - 5/2015
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Associazione Euroregionale di Diritto Pubblico Comparato ed Europeo

Contatto Euroregionale Vereinigung für vergleichendes öffentliches Recht und Europarecht / Associazione Euroregionale di Diritto Pubblico Comparato ed Europeo, 2015 Redazione e traduzione Maria Bertel, Paulina Borowska, Cristina Fraenkel-Haeberle, Anna Gamper, Agnese di Giorgio, Flavio Guella, Esther Happacher, Christian Ranacher, Sigmund Rosenkranz, Jens Woelk. Non si assume responsabilità per le informazioni. Sponsorizzato daTirol Logo 
AUSTRIA
Giurisprudenza costituzionale

29.11.2014, G 30/2014; il Tribunale amministrativo deve avere la qualità di parte nei procedimenti ai sensi dell’art. 144 B-VG (Legge federale costituzionale): illegittimità costituzionale del § 83 della VfGG (Legge austriaca sulla Corte Costituzionale):
Oggetto del sindacato della Corte Costituzionale, secondo quanto previsto dall’art. 144 B-VG, non è il procedimento amministrativo ma la decisione del Tribunale amministrativo impugnata. L’art. 144 B-VG si basa sul principio costituzionale secondo il quale la costituzionalità della decisione impugnata è discussa nel procedimento di fronte alla Corte Costituzionale insieme all’organo che ha emanato la decisione in questione. Con ciò si intende che l’organo giudiziario in questione sia chiamato esso stesso ad addurre i motivi a favore della costituzionalità della sua sentenza ed eventualmente anche a favore della costituzionalità delle disposizioni applicate.
Di conseguenza è incompatibile con l’art. 144 B-VG che il legislatore preveda che parti del procedimento costituzionale siano le parti del procedimento di fronte al Tribunale amministrativo contro la cui decisione si ricorre, ma non il Tribunale amministrativo stesso.

2.12.2014, G 148/2014; presupposti per l’ammissibilità del diritto processuale speciale ai sensi dell’art. 136 comma 2 B-VG (Legge federale costituzionale):
La Corte costituzionale (VfGH) in questa decisione ha espresso per la prima volta concetti fondamentali riguardo ai presupposti in base ai quali il legislatore competente in materia possa derogare alle norme contenute nel Codice processuale amministrativo (VwGVG):
Il criterio secondo il quale è possibile legiferare sul procedimento dei Tribunali amministrativi tramite leggi federali o dei Länder quando tali interventi siano “necessari” per disciplinare l’oggetto ai sensi dell’art. 136 comma 2 B-VG corrisponde a quello espresso dall’art. 11 comma 2, frase finale della B-VG. Norme in deroga al VwGVG dunque possono essere emanate solo se esse siano “assolutamente necessarie” alla disciplina dell’oggetto (giurisprudenza costante relativa all’art. 11 comma 2 B-VG, che può essere applicata analogicamente all’art. 136 comma 2 B-VG).
Le disposizioni in deroga sono inoltre ammissibili solo se non siano in contraddizione con altre disposizioni costituzionali, ad esempio con il principio dello stato di diritto e quello che ne deriva dell’effettività della tutela giuridica (cfr. le decisioni della Corte Costituzionale VfSlg 15.218/1998, 17.340/2004); a tal proposito nemmeno la disciplina dell’art. 136 comma 2 ultima frase della B-VG ha apportato modifiche.
Per tale motivo una norma contenuta nel § 77 comma 2 della Legge sulla pubblica sicurezza, riguardante l’esclusione generale dell’effetto sospensivo nei ricorsi contro il rilevamento dei dati personali e biometrici, era da considerarsi “non necessaria” e dunque incostituzionale. Dato che il Tribunale amministrativo di un Land non è autorizzato a riconoscere l’effetto sospensivo in un procedimento contro l’ordine scritto di rilevamento dei dati personali, chi ne sia colpito è costretto ad accettare lo svolgimento del rilevamento dei dati, almeno in via provvisoria, anche nel caso in cui, nel caso concreto, tale invasione della sua sfera giuridica sia da ricondursi in teoria a una decisione illegittima da parte dell’autorità. Tale disciplina attribuisce alla persona che necessita di tutela giuridica unilateralmente un serio rischio fino alla concessione definitiva della tutela che gli spetta, in un ambito particolarmente sensibile che riguarda i suoi diritti fondamentali.

9.12.2014, B 891/2013 e altri; è costituzionale il § 40 comma 6 seconda frase della TFLG (Legge catastale del Land Tirolo) 1996:
Il fatto che la legge, al § 40 comma 6 seconda frase della TFLG del 1996, preveda la divisione a metà dei ricavati derivanti da utilizzo parallelo del c.d. “Teilwald” (bosco suddiviso), che comporta la limitazione dell’utilizzo per i titolari dei singoli diritti che ne derivano, non solleva perplessità riguardo al rispetto del principio di uguaglianza e del fondamentale diritto alla proprietà, dato che la divisione a metà di tali ricavati è in armonia con l’intero sistema di rapporti giuridici tra proprietario fondiario e titolari di diritti da “Teilwald” derivante da quelle norme della TFLG del 1996 che si riferiscono al “Teilwald” e ai diritti da esso derivanti (cfr. VfSlg 19.800/2013). Gli utilizzi che impediscano i diritti sul “Teilwald” sono inammissibili oppure conducono a un’estinzione dei medesimi (cfr. § 40 comma 5 della TFLG del 1996); il § 40 comma 6 seconda frase in tal caso non si applicherà. In caso di utilizzi paralleli che pregiudichino soltanto un diritto di utilizzo sul bosco già esistente, si darà luogo alla divisione dei ricavi prevista dal § 40 comma 6. Nel caso in cui un tale diritto non risulti pregiudicato tramite un diverso utilizzo, non vi sarà alcuna divisione dei ricavi.

10.12.2014, G 104/2013; decadenza della tutela del copyright per effetto del rimando a una ÖNORM dichiarata vincolante nel rispetto delle disposizioni regionali sulla pubblicazione delle norme giuridiche:
La ÖNORM B1600 è stata dichiarata vincolante in base alle Regole tecniche per l’edilizia del 2008 ai sensi del § 5 della NormenG (Legge austriaca sugli standard tecnici) del 1971. Secondo le disposizioni regionali relative alla pubblicazione di norme giuridiche, applicabili a questo caso, non era necessaria, per la ÖNORM dichiarata vincolante, la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del Land, vale a dire sul “Bote für Tirol”.
Il contenuto della ÖNORM B1600 non è stato pubblicato dal legislatore quando essa è stata dichiarata vincolante. Ciononostante il legislatore ha fatto proprio il suo contenuto, in pratica, facendo rimando ad essa e dichiarandola vincolante. Alla luce della decisione della Corte costituzionale VfSlg.14.668/1996 la riproduzione di detta ÖNORM – anche da parte della società ricorrente – non è impedita dalla disposizione del § 7 della NormenG del 1971 contro cui si ricorre (secondo il cui comma 1 le ÖNORM possono essere messe in circolazione e riprodotte solamente da parte dell’Austrian Standards Institute ASI), e non è nemmeno ammissibile la richiesta di un compenso ai sensi del § 7 comma 2 della NormenG del 1971.

11.12.2014, B 116/2012; l’obbligo di pagamento dei tributi sociali a carico degli edifici che sorgono alla sommità di pozzetti di salvataggio è contrario al principio di uguaglianza:
È irragionevole e quindi contrario al principio di uguaglianza, classificare costruzioni come quella in questione quali edifici ai sensi del § 2 comma 3 della Legge tirolese sui tributi sociali sugli edifici del 2011 (TVAG 2011) sottoponendoli al regime contributivo previsto dalle norme di questa legge. Le costruzioni in parola sono direttamente collegate a tunnel ferroviari e si trovano all’estremità di pozzetti di emergenza che servono a fuoriuscire dalle gallerie. Esse contengono impianti per le telecomunicazioni, centraline elettriche, ventilatori e a volte l’impianto di aerazione del tunnel e altri impianti atti all’abbandono della galleria in caso di emergenza.
Anche se tali costruzioni corrispondono, prendendo alla lettera il § 2 comma 3 della TVAG del 2011, ai requisiti previsti dalla legge, sono le caratteristiche dei tributi disciplinati dalla TVAG del 2011 a impedire che esse possano essere annoverate tra gli edifici sottoposti a tali oneri. La ratio legis è che gli impianti ferroviari possano essere sottoposti agli obblighi tributari solo nel caso in cui il proprietario del fondo tragga utilità dalle infrastrutture presenti in modo da renderli simili agli edifici sottoposti a concessione ai sensi della normativa edilizia del Tirolo. Ciò tuttavia non ricorre nel caso degli edifici in questione, i quali sorgono alla sommità dei pozzetti di salvataggio di un tunnel ferroviario.

3.3.2015, G 181/2014; incostituzionalità dell’attribuzione ai “Rechtspfleger” del Land di decisioni riguardanti sanzioni amministrative, prevista dalla Legge sul Tribunale amministrativo di Vienna:
La Corte Costituzionale (VfGH) in questa decisione ha avuto per la prima volta la possibilità di esprimersi riguardo alle competenze che possono essere attribuite, presso i nuovi Tribunali amministrativi, ai cosiddetti “Rechtspfleger”, persone non appartenenti alla magistratura ma dotate di una specifica formazione.
Con riguardo alla giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo, la competenza a decidere spettante ai “Rechtspfleger”, anteposta al procedimento davanti al giudice competente del Tribunale amministrativo (circa la carenza di qualifica come organo giudiziario dei “Rechtspfleger cfr. la decisione della Corte costituzionale VfSlg 19.825/2013), il cui obiettivo precipuo è un aumento dell’efficienza nel procedimento amministrativo, è ammissibile alla luce dell’art. 6 della Convenzione Europea sui diritti dell’uomo (CEDU).
La delega a trasferire “singoli” poteri e competenze ai “Rechtspfleger” ai sensi dell’art. 135a B-VG (Legge federale costituzionale) è sottoposta a limiti di natura sia quantitativa che qualitativa.
Al fine di giudicare se un certo tipo di cause sia attribuibile al “Rechtspfleger” da un punto di vista qualitativo, occorre ricordare qual era l’obiettivo della creazione di tale figura. Esso era – ed è ancora – uno “sgravio” del lavoro dei giudici.
Determinati tipi di attività della giurisdizione amministrativa di primo grado sono attribuiti esclusivamente ai giudici dalla Costituzione stessa; tali attività possono essere delegate ai “Rechtspfleger” solo nella misura in cui esse siano delegabili per loro natura. Una attività sarà per sua natura adatta ad essere svolta da un “Rechtspfleger”, in particolare, quando presenti un basso grado di difficoltà o un’alta possibilità di essere standardizzata.
Il principio già enunciato nell’art. 135 B-VG, secondo il quale la giurisdizione amministrativa deve essere esercitata da parte di giudici, non può essere compensato dal solo fatto che nei processi condotti autonomamente dai “Rechtspfleger” vengano attribuiti ai giudici poteri di sorveglianza, di intervento e di indirizzo.La situazione, che caratterizza molti casi di intervento dei “Rechtspfleger” nella giurisdizione ordinaria, in cui oggetto del procedimento è il raggiungimento di una prima decisione, non è tipica dei casi in cui i “Rechtspfleger” agiscano in primo grado nella giurisdizione amministrativa (e nel caso presente non sussiste affatto). La natura del procedimento dinanzi al tribunale amministrativo prevede infatti che esso controlli le decisioni prese dalla pubblica amministrazione, vale a dire, volendo fare un confronto con la giurisdizione ordinaria, che esso operi, da un punto di vista sostanziale, come organo giudiziario vero e proprio. Dunque il “Rechtspfleger” nella giurisdizione amministrativa di primo grado è competente tipicamente (e nel caso presente assolutamente), come il giudice amministrativo, in casi nei quali il ricorrente sia in cerca di una tutela giuridica nei confronti di una decisione della pubblica amministrazione. Al fine di giudicare se i procedimenti che mirano al controllo delle decisioni della pubblica amministrazione siano idonei per loro natura ad essere espletati interamente dai “Rechtspfleger”, è dunque necessario prendere in particolare considerazione la posizione occupata dal procedimento giurisdizionale amministrativo all’interno del sistema di tutele giuridiche nei confronti della pubblica amministrazione.
La decisione circa un ricorso avverso una sanzione amministrativa (“Straferkenntnis”) non è idonea, per i motivi seguenti, ad essere demandata a un “Rechtspfleger”, ed è quindi in violazione dell’art. 135 e 135a B-VG: di regola il Tribunale amministrativo deve, in tali procedimenti amministrativi, acquisire e valutare materiale probatorio nell’ambito di un dibattimento orale al fine dell’accertamento dei fatti rilevanti, deve giungere a un accertamento relativo alla responsabilità dell’autore della violazione, quindi giudicare sull’importanza del bene giuridico tutelato tramite la sanzione amministrativa e sull’intensità del danno da esso subito tramite la condotta dell’autore della violazione, operando altresì un bilanciamento tra le eventuali circostanze aggravanti ed attenuanti. In tal senso i procedimenti amministrativi di ricorso nei confronti delle sanzioni penali-amministrative non sono idonei, per sua loro, ad essere interamente demandati ai “Rechtspfleger”; solo determinate tipologie di atti da compiersi nell’ambito di un tale procedimento derivante da un ricorso nei confronti di sanzioni amministrative – tra queste non rientra di sicuro lo svolgimento del dibattimento orale – sono idonee ad essere trasmesse ai “Rechtspfleger” (cfr. § 25 VGWG – Legge sul tribunale amministrativo di Vienna). Per questo motivo anche la limitazione al valore di € 1.500, fissato per la sanzione pecuniaria inflitta e incassata dall’autorità amministrativa contro cui è intentato il ricorso, non è idonea di per sé a fondare la costituzionalità della norma contro cui si ricorreva. Tale limitazione di valore inoltre non costituisce di per sé una ragione valida per ritenere che per loro natura atti di questo tipo siano idonei ad essere demandati all’attività dei “Rechtspfleger”.

12.3.2015, E 58/2015; costituzionalità dell’esclusione differenziata dell’efficacia sospensiva dei ricorsi contro le concessioni edilizie ai sensi dell’OÖ BauO (Ordinamento edilizio dell’Alta Austria):
Il § 56 comma 1 Oö BauO (Ordinamento edilizio dell’Alta Austria) del 1994 dispone, in deroga al § 13 comma 1 VwGVG (Codice processuale amministrativo), che nelle questioni inerenti l’Ordinamento edilizio dell’Alta Austria del 1994 i ricorsi intentati ai sensi dell’art. 130 comma 1 n. 1 B-VG (Legge costituzionale federale) non abbiano efficacia sospensiva quando l’atto amministrativo impugnato attribuisca una facoltà.
Tale esclusione dell’efficacia sospensiva del ricorso non ha però validità generale e prevede delle eccezioni. Il § 56 comma 1 Oö BauO del 1994 infatti concede all’autorità amministrativa di ultimo grado o (in seguito al passaggio della competenza) al Tribunale amministrativo la possibilità, nell’ambito del procedimento di concessione edilizia, di attribuire efficacia sospensiva al ricorso intentato dal vicino contro la concessione edilizia già concessa in presenza di dati presupposti. Nel prendere tale decisione l’autorità amministrativa di ultimo grado, o il Tribunale amministrativo, ha il dovere di contemperare gli interessi pubblici nonché gli interessi del soggetto titolare della concessione e tutti gli interessi fatti valere dai vicini. Indipendentemente dal fatto che in un caso simile i costi per l’eliminazione dall’opera edilizia cui sia stata sottratta la concessione sarebbero a carico del titolare della concessione, l’autorità amministrativa è tenuta a considerare in modo ampio tutti questi criteri. Il § 56 comma 1 Oö BauO del 1994 non è dunque in contraddizione con il principio dello stato di diritto e con il principio, da esso derivante, dell’effettività della tutela giuridica e, considerandone la ratio e tenendo presente le particolarità del procedimento di concessione edilizia, è compatibile anche con l’art. 136 comma 2 B-VG.

 
Legislazione del Tirolo
Avviso: le gazzette ufficiali del Land sono pubblicate, dal 1° gennaio 2014, in forma elettronica e con valore autentico, nel RIS (Sistema di informazione giuridica dell’Austria), le versioni consolidate delle varie leggi sono anch’esse consultabili nel RIS (http://www.ris.bka.gv.at/Lr-Tirol/). Le relative bozze delle consulenze e i pareri, nonché le proposte presentate dal Governo comprensive di Annotazioni Esplicative sono consultabili sulla homepage del Parlamento (Landtag) del Tirolo (http://www.tirol.gv.at/landtag/) sotto “Parlamentarische Materialien” (materiali parlamentari).
 
Legge tirolese di adeguamento a Seveso III, LGBl 187/2014:
Contiene gli adeguamenti necessari alla cosiddetta Direttiva Seveso III della Legge tirolese sulla gestione delle calamità naturali, della Legge tirolese sulle attività edilizie del 2011 e dell’Ordinamento tirolese dell’edilizia, della Legge tirolese sulle strade e della Legge tirolese sull’elettricità del 2012.

4. Riforma della LBedG (Legge tirolese sulla retribuzione dei dipendenti pubblici del Land), LGBl 188/2014:
Amplia il sistema di retribuzione già in vigore dal 1° gennaio 2007 per i dipendenti dell’amministrazione del Land, applicandolo anche ai dipendenti degli enti ospedalieri del Land a partire dal 1° gennaio 2015.

Modifica della Legge tirolese sul tributo per vittime di guerra e disabili, LGBl 189/2014:
Abolizione completa del tributo per vittime di guerra e disabili.

Modifica della Legge tirolese per il sostegno ai lavoratori dipendenti, LGBl 191/2014:
Vari adattamenti di lieve entità alle disposizioni sul sostegno ai lavoratori dipendenti.

Modifica della Legge tirolese sulla tutela della natura del 2005, LGBl 14/2015:
Contiene diversi sgravi che favoriscono l’ulteriore sviluppo dell’energia idroelettrica nonché la modernizzazione e il consolidamento delle centrali idroelettriche già esistenti, consente però al contempo la possibilità futura di dichiarare il libero scorrimento di tratti di corsi d’acqua tramite regolamento emanato dal Governo del Land. Ulteriori modifiche riguardano l’abolizione del diritto di indirizzo nei confronti dell’Avvocato del Land per l’ambiente (Landesumweltanwalt), la preferenza per impianti pubblicitari rivolti verso l’interno in impianti sportivi già esistenti o autorizzati, nonché un miglior sostegno e una miglior promozione della custodia professionale delle aree protette (“Schutzgebietsbetreuung”).

Modifica della Legge tirolese sul turismo del 2006, LGBl 15/2014:
Riguarda in particolare l’istituzione di un’organizzazione di vertice degli enti tirolesi del turismo in forma di ente pubblico e contiene ulteriori modifiche nella disciplina organizzativa degli enti del turismo.
 
Giurisprudenza amministrativa  Corte di giustizia amministrativa
21.10.2014, Ro 2014/03/0076; situazione di fatto e di diritto rilevante per il Tribunale amministrativo:
Quando il Tribunale amministrativo giudica nel merito di una questione è obbligato ad orientare la sua decisione alla situazione di fatto e di diritto rilevante al momento della decisione stessa. Lo stesso vale anche nel caso in cui un Tribunale amministrativo non decida nel merito di una questione, tanto più che in caso contrario verrebbe contraddetta la norma per cui l’autorità amministrativa è vincolata alla motivazione espressa dalla sentenza del Tribunale amministrativo (cfr. § 28 VwGVG – Codice di procedura amministrativa – del 2014, in particolare i commi 3 e 4).

29.10.2014, Ro 2014/04/0069; ordinanza d’urgenza nel procedimento per cassazione:
Malgrado nella VwGG (Legge sulla Corte amministrativa suprema) sia assente una regolamentazione in materia, nel procedimento per cassazione l’emanazione di ordinanze d’urgenza può essere ritenuta opportuna in applicazione immediata di norme UE. In assenza di regole che ne fondino la competenza, per la determinazione di essa si può ricorrere al principio della “competenza materialmente più vicina”. Il “materialmente più vicino” organo giudiziario che possa essere chiamato a valutare l’opportunità di un’ordinanza d’urgenza è il Tribunale amministrativo poiché esso, in quanto organo giudiziario iniziale, è il primo a prendere conoscenza del ricorso per cassazione e della richiesta di tutela cautelativa, e poiché esso, grazie alle altre funzioni esercitate nel procedimento per cassazione, di regola ha tale dimestichezza con le circostanze del procedimento da poter decidere in modo più rapido ed efficace rispetto alla Corte amministrativa suprema circa la necessità di una tutela giuridica cautelativa in forma di ordinanza d’urgenza imposta dalle norme dell’Unione europea. Nemmeno la presentazione del ricorso per cassazione alla Corte amministrativa suprema modifica tale competenza del Tribunale amministrativo.

15.12.2014, Ro 2014/17/0121; validità del principio dell’azione d’ufficio e del principio di verità sostanziale nel processo in relazione a illeciti amministrativi innanzi al Tribunale amministrativo:
Non è compito dei Tribunali amministrativi di nuova istituzione dare risposta a questioni giuridiche astratte, quanto piuttosto decidere circa ricorsi contro atti di una pubblica amministrazione nei quali si affermi l’illegittimità degli atti medesimi. Ai sensi del § 38 VwGVG – Codice processuale amministrativo – nel combinato disposto con il § 25 VStG (Legge sugli illeciti amministrativi), nel procedimento per illeciti amministrativi di fronte ai Tribunali amministrativi vigono il principio dell’azione d’ufficio e quello della ricerca della verità sostanziale. Applicati all’indagine sul fatto concreto, tali principi comportano che i Tribunali amministrativi siano obbligati a indagare d’ufficio, senza riguardo a richieste, condotte e affermazioni della parti, i fatti rilevanti ai fini della decisione e ad accertarne la verità. Tale principio istruttorio realizza il principio della verità sostanziale (obiettiva), il quale proibisce la possibilità di basare una decisione su di un fatto che sia vero solo dal punto di vista formale (soggettivo). Il compito della ricerca della verità sostanziale obbliga i Tribunali amministrativi a intraprendere quanto in loro potere al fine di far emergere la verità. In tal senso, tutte le fonti di indagine che si offrano devono essere attinte in modo approfondito; in particolare dovranno essere assunte quelle prove che si presentino a seconda delle circostanze reali del singolo caso o che possano risultare utili allo scopo. ‘istruttoria dei fatti deve essere effettuata autonomamente e senza limitazioni. Nemmeno l’eventuale obbligo di cooperazione che ricada sugli autori dell’illecito esonera il Tribunale amministrativo dal suo dovere, derivante dal principio dell’azione d’ufficio, di assumere di propria iniziativa – sempre che sia possibile – ogni prova che sia utile a chiarire i fatti. L’obbligo di cooperazione incombente sulla parte acquista importanza in particolare laddove un fatto possa essere chiarito unicamente con la collaborazione della parte stessa.

17.12.2014, Ra 2014/03/0049; oggetto del procedimento per ricorso innanzi al Tribunale amministrativo:
“Oggetto” del procedimento per ricorso innanzi al Tribunale amministrativo – indipendentemente dall’ambito del suo accertamento così come previsto dal § 27 VwGVG (Codice processuale amministrativo) del 2014 – è in ogni caso solo la questione che formava oggetto della decisione della pubblica amministrazione contro cui è intentato il ricorso innanzi al Tribunale amministrativo.

17.12.2014, Ro 2014/03/0066; il Tribunale amministrativo non è strettamente vincolato al contenuto del ricorso:
L’espressione contenuta nel § 27 VwGVG (Codice di procedura amministrativa) “in base al ricorso” (§ 9 comma 1, nn. 3 e 4) può essere intesa nel senso che il legislatore volesse chiarire con essa che il Tribunale amministrativo è tenuto ad affrontare nel loro contenuto, nell’ambito della sua opera di accertamento riguardante l’atto impugnato, sia i motivi del ricorso che la domanda. La Corte amministrativa suprema non ha travalicato i suoi poteri cognitivi nella motivazione della propria decisione – diversamente da quanto fatto dalla pubblica amministrazione – fondando l’obbligo di esame di impatto ambientale imposto all’ampliamento di un impianto sciistico da parte della ricorrente non sul § 3a comma 1 n. 1 nel combinato disposto con l’Allegato 1 n. 12 lett. b della Legge sulla valutazione di impianto ambientale (UVPG) del 2000, quanto sul § 3a comma 2 nel combinato disposto con l’Allegato 1 n. 12 lett. b della Legge sulla valutazione di impianto ambientale (UVPG) del 2000, tanto più che oggetto del giudizio di merito innanzi al Tribunale amministrativo era la questione se, per l’ampliamento dell’impianto sciistico, fosse obbligatorio l’esame di impatto ambientale. Nell’affrontare tale questione sulla base del ricorso ai sensi del § 27 VwGVG  (Codice processuale amministrativo) il Tribunale amministrativo non era vincolato, nella sua decisione di merito, a quanto contenuto nel ricorso, ed era legittimato a porre anche elementi di fatto, emersi nel procedimento giudiziario durante l’opera di cognizione condotta in base al ricorso, alla base della propria decisione.

18.2.2015, Ko 2015/03/0001; conflitto di competenza tra Tribunali amministrativi:
Indipendentemente dalla possibilità, offerta anche ai Tribunali amministrativi tramite l’applicabilità sussidiaria del § 6 AVG (Legge generale sul procedimento amministrativo) di trasmettere tramite un’ordinanza di rimando ai sensi del § 31 comma 2 VwGVG (Codice processuale amministrativo) all’Ufficio competente – che può essere un altro Tribunale amministrativo competente per materia o per territorio – questioni per le quali non siano competenti, essi dovranno comunque decidere (cfr. riguardo al § 6 AVG ad esempio le ordinanze del 23 novembre 1993 e del 29.10.1994, Ro 2014/04/0069; al riguardo vedi anche sopra) circa la competenza nella forma prevista dalle leggi che regolano la procedura (ordinanza di rigetto per mancanza di competenza o pronuncia sull’oggetto, ovvero rigetto per altri motivi o archiviazione nonostante la competenza) ogni volta che la non competenza di un Tribunale amministrativo sia dubbia e non evidente.

24.2.2015, Ra 2014/19/0171; udienza orale innanzi al Tribunale amministrativo:
Per l’interpretazione del § 24 comma 1 VwGVG (Codice processuale amministrativo) vale analogicamente la giurisprudenza circa il § 67d comma 1 AVG (Legge generale sul procedimento amministrativo). Ai sensi di essa lo stesso Tribunale amministrativo, quando la parte sia rappresentata da un avvocato, anche senza richiesta in tal senso e d’ufficio, è tenuto a dar luogo a udienza orale ogni volta che lo ritenga necessario, considerando che la decisione, se non vi sia richiesta di parte, non è lasciata alla libera disponibilità del Tribunale ma rientra nella sua discrezionalità. Ciò, secondo la giurisprudenza, deve essere presupposto quando la valutazione delle prove da parte dalla pubblica amministrazione sia contestata con buona ragione da parte della pubblica amministrazione e/o quando siano ammesse comparse che si riferiscono a fatti specifici.
 
Tribunale amministrativo regionale del Tirolo
28.01.2015, LVwG-2013/23/0488-13; salmonella – responsabilità amministrativa del commerciante al dettaglio:
L’argomentazione della ricorrente, secondo la quale il regolamento in materia n. 2073/2005 non è applicabile al commercio al dettaglio, è stata decisamente negata dalla Corte europea di giustizia, nella sua motivazione nella causa C-433/13 in riferimento alla prima questione sollevata. La Corte rilevava che il pollame fresco di cui alla normativa europea deve rispondere ai criteri microbiologici relativi alla presenza di salmonella ai sensi del regolamento n. 2073/2005 in ogni stadio della sua distribuzione e quindi anche nello stadio della vendita al dettaglio. Ciò significa che alle imprese che commerciano in generi alimentari può essere inflitta una pena per la vendita di carne contaminata dalla salmonella anche quando la merce contaminata sia stata prodotta e imballata da altra impresa. Se detti criteri microbiologici non dovessero essere rispettati in tutte le fasi della distribuzione (compreso il commercio al dettaglio), ciò rappresenterebbe una contraddizione alla finalità fondamentale della disciplina del commercio di alimentari, vale a dire un alto livello di tutela della salute della popolazione. Gli stati membri sono obbligati a dettare norme che sanzionino le violazioni alla disciplina del commercio di alimentari facendo sì che le sanzioni siano efficaci, proporzionate ai fatti e atte a dissuadere i soggetti dal commettere violazioni.

10.02.2015, LVwG-2014/20/3296-2; possesso di più patenti di guida; obbligo di riconsegna della patente di guida ulteriore:
Chi sia in possesso di più patenti di guida valide entro lo Spazio economico europeo è obbligato a riconsegnare all’amministrazione tutte le sue patenti tranne l’ultima in ordine di conseguimento. Tale obbligo sussiste nei confronti dell’autorità competente all’emanazione delle patenti di guida. Non ha rilievo dunque che il controllo di polizia nel quale sia stata rilevata la doppia patente sia avvenuto al di fuori del territorio austriaco.

25.02.2015, LVwG-2014/22/2687-5; edificazione senza concessione:
È probabilmente vero che la costruzione di certe strutture coperte per autoveicoli (carports) non necessita essenzialmente di conoscenze generali di tecnica delle costruzioni, e che in casi determinati sia sufficiente anche una comunicazione di opera edilizia fatta ai sensi del § 23 del TBO (Ordinamento sull’edilizia del Tirolo) del 2011. In tal caso deve però trattarsi solo di costruzioni la cui edificazione è relativamente facile e con superficie limitata. L’opera edilizia in questione non rientra in tale categoria a causa di una variante edilizia costituita dall’uso di strutture d’acciaio zincato e delle sue dimensioni di ca. 12 m di lunghezza, 2,50 m di larghezza e 2,80 m di altezza. Siamo dunque in presenza di un’opera edilizia che necessita di regolare concessione (cfr. in tal senso anche VwGH – Corte amministrativa suprema – 30/5/2006, 2004/06/2010). Per la corretta realizzazione dell’opera sono assolutamente necessarie conoscenze di statica e di fisica delle costruzioni.

26.02.2015, LVwG-2014/44/1774-2; vendita di fondi appartenenti a comunità agricole:
La formazione della volontà delle comunità agricole (“Agrargemeinschaft”) in quanto enti pubblici è sottoposta fondamentalmente al principio di uguaglianza. In relazione ai soci delle comunità agricole tuttavia tale principio è limitato ai diritti derivanti dalla qualità di socio della comunità medesima. L’intenzione da parte di un socio di acquistare fondi appartenenti alla comunità non ha dunque alcuna relazione con la sua qualità di detentore di quote della comunità stessa; il socio non va dunque trattato diversamente da qualsiasi altro soggetto interessato all’acquisto e non facente parte della comunità. La scelta del soggetto cui alienare i fondi appartenenti alla comunità rimane dunque nell’ambito del libero esercizio della volontà da parte della comunità agricola.

26.02.2015, LVwG-2015/23/0464-1; Tir JagdG (Legge tirolese sulle attività venatorie); qualità di parte processuale:
Ai sensi della TJG (Legge tirolese sulle attività venatorie) ai proprietari di fondi la qualità di parte processuale spetta, in un procedimento giudiziario, solo in casi isolati ed espressamente previsti (ad es. Corte amministrativa suprema VwGH 27/4/1992, 91/19/0059). Nell’ambito di applicazione della norme di cui al § 52 TJG, rilevante ai fini del giudizio, la proprietaria del fondo può acquisire la qualità di parte processuale solo se il procedimento è stato promosso con una domanda in tal senso da parte della proprietaria stessa (VwGH 27/4/1992, 91/19/0059 con ulteriori prove). Tutto ciò non ricorre nel caso presente. Ma anche promuovendo la domanda in qualità di parte la ricorrente non potrebbe assumere tale qualità per carenza di diritto. Ai sensi del § 52 TJG i proprietari immobiliari hanno diritto a una tutela sufficiente della loro proprietà per mezzo di provvedimenti a ciò idonei, come ad esempio l’ordine di ulteriori abbattimenti di selvaggina. La ricorrente tuttavia tenta di ottenere, tramite quanto dedotto nel suo ricorso, esattamente il contrario, e cioè una quantità inferiore di abbattimenti di selvaggina. Tale deduzione tuttavia non è in armonia con l’interesse soggettivo di tutela contenuto nella norma rilevante ai fini del provvedimento.

02.03.2015, LVwG-2014/26/1477-12; distruzione boschiva; dichiarazione della qualità di bosco:
Nel caso presente, di fronte alla trasformazione di una superficie boschiva in parco, non è possibile in nessun modo parlare, come sostenuto dal ricorrente con riguardo alle disposizioni della Legge tirolese per la tutela della natura, di “usuali misure di economia agraria e forestale”. La Corte amministrativa suprema di Vienna, nella sua sentenza del 24/07/2012, Zl 2012/10/0144, ha dunque chiarito senza possibilità di dubbio che la trasformazione di pascoli o terreni agrari in bosco o viceversa non rientra tra le misure di usuale utilizzo agrario e forestale ai sensi delle disposizioni della Legge tirolese per la tutela della natura del 2005. Alla luce di tale sentenza della Corte non sussistono più dubbi, a giudizio del giudice di merito, sul fatto che la presente trasformazione di una superficie boschiva in parco non possa essere ritenuta “usuale misura di economia agraria e forestale”.

17.03.2015, LVwG-2014/37/3406-8; fondo comune atipico, fabbisogno della casa e del fondo, eccedenze:
Il diritto di utilizzo del fondo comunale sussiste solo per quanto riguarda il fabbisogno della casa e del fondo dell’immobile in questione (cfr. anche § 70 comma 2 prima frase del TGO – Legge tirolese sui comuni) del 2011. Al comune spettano il “valore sostanziale” e le eccedenze provenienti da attività agricole e forestali derivanti dalla loro qualità di proprietari (VfGH – Corte costituzionale – 2/10/2013, B 550/2012, e altri).
I diritti di utilizzo spettanti ai membri delle comunità agricole sui fondi di proprietà comunale sussistono esclusivamente riguardo a “prestazioni in natura” che vadano a coprire il fabbisogno della casa e del fondo. Gli utilizzi che non mirino alla soddisfazione di tali fabbisogni naturali ma che comportino unicamente un vantaggio finanziario non rientrano nel fabbisogno della casa e del fondo (cfr. VfGH 2/10/2013, B 550/2012 con riferimento alla giurisprudenza costante; da ultimo VfGH 9/12/2014, B 891/2013, e altri).
Le eccedenze ricavate da parte del titolare e derivanti dall’utilizzo agricolo e forestale, che vadano al di là del fabbisogno della casa e del fondo (“Überling”), rientrano nel “valore sostanziale” di fondi agrari comuni atipici ai sensi del § 22 comma 2 lett. c n. 2 TFLG (Legge catastale del Land Tirolo) del 1996.

18.03.2015, LVwG-2014/37/2473-14; WRG (Legge sullo sfruttamento delle acque); collisione tra doveri:
Nel caso in cui l’adempimento di un ordine della pubblica amministrazione fondato sul § 121 WRG del 1959 contraddica ad altri doveri derivanti dal diritto pubblico – nel caso di specie il dovere di mantenimento in funzione di condotti per il gas autorizzati dalla pubblica amministrazione – si è in presenza di una collisione tra doveri. In tal caso la condotta illecita vale a dire il non adempimento dell’ordine emesso ai sensi del § 121 WRG, è giustificata dalla necessità di non dar vita a tale collisione. La collisione di doveri in quanto causa di giustificazione comporta ai sensi del § 43 comma 1 n. 2 VStG (Legge sugli illeciti amministrativi) la non sanzionabilità della condotta illecita.

 
ITALIA
GIURISPRUDENZA COSTITUZIONALEhttp://www.cortecostituzionale.it/actionPronuncia.do

Sentenza n. 82/2015:
Giudizi di legittimità costituzionale degli artt. 28, commi 2, 3, 6, 7, 8, 9, 10 e 11-ter, e 48 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 22 dicembre 2011, n. 214, promossi dalla Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, dalla Provincia autonoma di Trento, dalla Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste, dalla Regione siciliana, dalla Provincia autonoma di Bolzano, dalla Regione autonoma Sardegna e dalla Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia.
 
Ordinanza n. 79/2015:
Giudizi di legittimità costituzionale dell’art 1, comma 132, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilità 2013), promossi dalle Province autonome di Bolzano e di Trento.
 
Sentenza n. 77/2015:
Giudizi di legittimità costituzionale degli artt. 16, commi 3, 4 e 9, e 24-bis del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 7 agosto 2012, n. 135; dell’art 1, comma 118, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilità 2013), e dell’art. 11, comma 8, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35 (Disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione, per il riequilibrio finanziario degli enti territoriali, nonché in materia di versamento di tributi degli enti locali), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 6 giugno 2013, n. 64, promossi dalla Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste, dalla Provincia autonoma di Bolzano, dalla Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, dalla Provincia autonoma di Trento, dalla Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, dalla Regione autonoma Sardegna e dalla Regione siciliana.
 
Ordinanza 68/2015:
Giudizi di legittimità costituzionale dell’art. 1, commi 138, 141, 142, 143, 145 e 146 della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilità 2013) e dell’art. 12 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 15 luglio 2011, n. 111, promossi dalla Provincia autonoma di Bolzano, dalla Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, dalla Provincia autonoma di Trento e dalla Regione autonoma Sardegna.
 
Sentenza n. 65/2015:
Giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 35, commi 4 e 5, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 (Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 24 marzo 2012, n. 27, promossi dalla Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste, dalla Provincia autonoma di Trento, dalla Regione siciliana e dalla Provincia autonoma di Bolzano.
 
Ordinanza n. 61/2015:
Giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 1, commi 25, 28 e 299, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato − Legge di stabilità 2013), promossi dalle Province autonome di Bolzano e di Trento.
 
Sentenza 46/2015:
Giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 1, commi 461, 462, 463, 464 e 465, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilità 2013), promossi dalla Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste, dalla Provincia autonoma di Bolzano, dalla Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, dalla Provincia autonoma di Trento e dalla Regione siciliana.
 
Sentenza n. 19/2015:
Giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 32 della legge 12 novembre 2011, n. 183 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge di stabilità 2012), promossi dalla Provincia autonoma di Bolzano, dalla Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste, dalla Provincia autonoma di Trento, dalla Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol e dalla Regione siciliana.

Sentenza n. 269/2014:
Giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 9, comma 5, 16, comma 1, 17, comma 1, 21, comma 11, 27, commi 4 e 6, lettera c), 51, commi 4, 5, lettera a), 9, 12 e 18, 57, commi 4 e 5, e 77 della legge della Provincia autonoma di Trento 27 dicembre 2011, n. 18 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2012 e pluriennale 2012-2014 della Provincia autonoma di Trento – Legge finanziaria provinciale 2012), promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri con ricorso in via principale spedito per la notifica il 27 febbraio 2012, depositato in cancelleria il 6 marzo 2012 ed iscritto al n. 58 del registro ricorsi 2012. Dichiarazione di illegittimità costituzionale dell’art. 16, comma 1; dell’art. 27, comma 4; dell'art. 51, comma 12; dell'art. 57, comma 4; dell'art. 57, comma 5.
L'esclusione di alcune categorie di dipendenti e contrattisti dall'ammontare complessivo della spesa per il personale, disposta dal legislatore provinciale, non rispetta il vincolo generale di spesa legittimamente imposto con legge dello Stato a tutte le Regioni per ragioni di coordinamento finanziario connesse ad obiettivi nazionali, a loro volta condizionati anche dagli obblighi comunitari (art. 16 c.1). Le altre disposizioni provinciali dichiarate incostituzionali riguardano vari settori disciplinati dal legislatore provinciale, tra cui l’ordinamento civile, gli appalti e discipline sui rifiuti pericolosi e non e la tutela dell’ambiente.

PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO ALTO ADIGELegislazione provinciale
Legge provinciale n. 3 del 23/04/2015:
Istituzione di una Convenzione per la riforma dello Statuto di autonomia del Trentino-Alto Adige
B.U. del 28/04/2015 n. 17

Legge provinciale n. 13  del 13/05/1992:
RIPUBBLICAZIONE NELLA LINGUA LADINA (IDIOMA DELLA VAL BADIA)
Norme in materia di pubblico spettacolo
B.U. del 7/04/2015 n. 14

TESTO COORDINATO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO:
Come disposto dalla deliberazione della Giunta provinciale del 25 novembre 2014, n. 1418. Modifiche alle delibere della Giunta Provinciale del 19 aprile 2010, n. 671 e del 14 ottobre 2013, n. 1524.
B.U. del 27/01/2015 n. 4

Legge provinciale n. 11  del 23/12/2014:
RIPUBBLICAZIONE CON NOTE
Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione per l’anno finanziario 2015 e per il triennio 2015-2017 (Legge finanziaria 2015)
B.U. del 20/01/2015 n. 3

Giurisprudenza amministrativaLe sentenze possono essere consultate al sito https://www.giustizia-amministrativa.it/.

Sentenza n.22/2015 - rimozione di apparecchi da gioco lecito dalle zone sensibili individuate tramite legge provinciale per la tutela dei minori:
Ricorso per l´annullamento della relativa ordinanza di Stefano Benamati e Sonia Lucchiari, soci amministratori della società Soste s.n.c., di Lucchiari Sonia e Benamati Stefano, esercente l’attività commerciale denominata “Bar Capolinea”, contro Comune di Bolzano, Consiglio dei Ministri, Ministero dell´Economia e delle Finanze, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, G.Matica Spa, e con l´intervento ad adiuvandum di G. Matica Spa. Rigetto.
Il legislatore provinciale esercita potestà legislativa in materia di tutela dei minori e del territorio in conformità all´art.8 numeri 25 e 5 dello Statuto di Autonomia, norme che gli conferiscono il diritto di regolamentare la localizzazione degli apparecchi da gioco lecito. La disciplina contenuta nell´art.11, co.1bis legge provinciale n.58/1988, per cui gli apparecchi da gioco lecito possono essere collocati solo a distanza di 300 m da zone sensibili, è espressione di un ragionevole bilanciamento tra l´interesse dei titolari al mantenimento degli apparecchi da gioco lecito negli esercizi pubblici e di quello alla tutela delle persone più deboli, quindi, più esposte al rischio del gioco compulsivo. A fronte di questo bilanciamento, la libertà d´iniziativa economica sancita all´art.41 Cost. non viene violata. Inoltre, le disposizioni che prevedono una limitazione alla possibilità di apertura di locali con apparecchi da gioco al fine di prevenirne la dipendenza, non sono da qualificarsi come „ regole tecniche“ nel senso della direttiva 98/34/CE, dunque non devono essere comunicate alla Commissione Europea. La normativa provinciale, peraltro, segue i principi fondamentali contenuti nel c.d. decreto „Balduzzi“ (D.L. 158 del 13.9.2012, convertito con L. 189 del 8.11.2012), che ex art.2 D.Lgs. n.266/1992 quale disposizione statale cronologicamente successiva alla disposizione provinciale non trova diretta applicazione nel territorio della Provincia Autonoma.
 
Sentenza n.70/2015 - accesso agli atti amministrativi:
Ricorso di Sice S.r.l contro Provincia Autonoma di Bolzano e nei confronti di Volcan S.r.l. e Unionbau S.r.l., per la declaratoria dell'illegittimità del silenzio formatosi sull'istanza di accesso documentale presentata dalla ricorrente nonché per l'accertamento del diritto della ricorrente ad esercitare l'accesso agli atti amministrativi. Accoglimento.
Il diritto di accesso agli atti sussiste ogni qual volta il richiedente dimostri di avere un relativo interesse ai fini di salvaguardare la propria posizione soggettiva. È questo il caso di Sice s.r.l. con riguardo alla propria posizione in merito alla risoluzione del contratto, concluso in seguito all´aggiudicazione di una gara d´appalto ad evidenza pubblica della Provincia Autonoma di Bolzano, ed alla relativa domanda di risarcimento da parte della Provincia per il danno derivatole dalla necessità di riappaltare i lavori. Inoltre, il diritto di accesso agli atti amministrativi è autonomo rispetto all´azione giudiziale cui la conoscenza della documentazione amministrativa è funzionale, in quanto l´autorità amministrativa, a fronte di una determinata istanza, è chiamata a verificare solamente la sussistenza dei presupposti necessari relativi. Il silenzio della Provincia Autonoma è pertanto illegittimo e gli atti oggetto della richiesta devono essere esibiti.
 
Sentenza n.94/2015 - personale infermieristico sui mezzi di soccorso in Alto Adige:
Ricorso di collegio provinciale degli infermieri, assistenti sanitari ed infermieri pediatrici di Bolzano contro provincia Autonoma di Bolzano e nei confronti di Croce bianca - Associazione provinciale di soccorso-Onlus, per l´annullamento della deliberazione della Giunta Provinciale n. 922 del 6.6.2011, avente ad oggetto l'impiego del personale infermieristico sui mezzi di soccorso in Alto Adige. Rigetto.
In materia di igiene e sanità, pur dovendosi uniformare ai livelli essenziali di assistenza, la Provincia autonoma di Bolzano ha margini di autonomia per una disciplina in parziale difformità da quella statale con riguardo alla presenza di personale infermieristico sui mezzi di soccorso, secondo quanto previsto dall´art.10, legge costituzionale 3/2001 e dall´art.117 Cost. Le relative disposizioni provinciali rispettano i livelli minimi nazionali fissati dalle linee guida adottate in accordo tra Stato e Regioni. Allo stesso modo, la previsione di un determinato livello di formazione del personale infermieristico corrisponde alle relative linee guida. Inoltre, considerato che nel territorio provinciale gli interventi del soccorso in elicottero riguardano prevalentemente incidenti in montagna e che l'elicottero ha una limitata capacità di trasporto, la previsione secondo cui la squadra di elisoccorso sia composta non da infermieri, ma da tecnici (es. membri del soccorso alpino), sembra corretta.
 
Sentenza n.145/2015 - aggiudicazione della gara per il servizio di trasporto e accompagnamento per bambini/e ed alunni/e con disabilità per gli anni scolastici 2014/15 – 2017/18:
Ricorso di Lebenshilfe Onlus contro Provincia Autonoma di Bolzano, nei confronti di Tundo Vincenzo Srl, per l´annullamento dei provvedimenti di aggiudicazione della gara “AOV/CA 010/2014” a Tundo Vincenzo Srl. Rigetto.
La presentazione di una cauzione provvisoria irregolare non costituisce ex se una causa di esclusione dalla gara. Inoltre, Tundo Vincenzo Srl non ha reso alcuna dichiarazione non veritiera riguardo alla propria classificazione come PMI, poichè a tal fine non si deve aver riguardo al numero dei dipendenti, bensì al numero delle unità lavorative annue (ULA), che nel caso di specie risultava inferiore a 250.
Non sussiste alcuna violazione dell´art.82 D.Lgs. n.163/2006 e dell´art.53 della direttiva 2004/18/CE, in quanto dal disciplinare di gara emerge chiaramente che il calcolo dell´offerta più conveniente, secondo il criterio del prezzo più basso, doveva essere individuato sulla base del maggior ribasso percentuale rispetto alle somme forfetarie e a chilometro indicate dalla stazione appaltante al netto dell’IVA.

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
Legislazione provinciale
Legge provinciale 13 novembre 2014, n. 12:
Modificazioni della legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3 (Norme in materia di governo dell'autonomia del Trentino), della legge provinciale 15 giugno 2005, n. 7 (legge provinciale sul Consiglio delle autonomie locali 2005), e di disposizioni connesse

Legge provinciale 5 dicembre 2014, n. 13:
Disposizioni in materia di esenzione dei terreni agricoli dall'imposta municipale propria

Legge provinciale 21 gennaio 2015, n. 1:
Modificazioni della legge provinciale sull'agriturismo 2001, in materia di fattorie didattiche e sociali, e della legge provinciale sull'agricoltura 2003

Legge provinciale 16 febbraio 2015, n. 2:
Attività della Provincia nell'ambito dell'Unione europea, rapporti interregionali e cooperazione territoriale; c.d. Legge provinciale sull’Europa 2015

Legge provinciale 6 marzo 2015, n. 4:
Modificazioni dell'articolo 16 della legge provinciale 30 dicembre 2014, n. 14, in materia di addizionale regionale all'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) per i titolari di reddito da pensione, e modificazioni dell'articolo 16 bis della legge provinciale sulla promozione turistica 2002, in materia di imposta provinciale di soggiorno

Legge provinciale 2 aprile 2015, n. 6:
Modificazioni della legge provinciale sulla tutela della salute 2010 e della legge provinciale sulle politiche sociali 2007: programmazione integrata delle politiche sanitarie e delle politiche sociali

Legge provinciale 3 aprile 2015, n. 7:
Riordino della dirigenza e dell'organizzazione della Provincia: modificazioni della legge sul personale della Provincia 1997, della legge finanziaria provinciale 2015 e della legge provinciale sull'Europa 2015

Legge provinciale 22 aprile 2015, n. 8:
Modificazioni della legge provinciale 9 giugno 2010, n. 10, concernente "Disciplina delle nomine e delle designazioni di competenza della Provincia autonoma di Trento e modificazione della legge provinciale 12 febbraio 1996, n. 3 (Disposizioni sulla proroga degli organi amministrativi)"

Giurisprudenza amministrativa
Ordinanza 366/2014:
Ricorso di Tita e altri contro Ministero della Giustizia e altri, nell’ambito del quale è stata rimessa alla Corte di Giustizia una questione relativa alla corretta interpretazione del diritto dell'Unione Europea ai sensi dell'art. 267 del Trattato sul funzionamento UE. Si chiede in particolare se i principi fissati dalle direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 11 dicembre 2007, n. 2007/66/CE, e del Consiglio n. 89/665/CEE e n. 92/13/CEE, sul miglioramento e sull'efficacia delle procedure di ricorso in materia d'aggiudicazione degli appalti pubblici, ostino ad una normativa nazionale italiana, quale quella sul contributo unificato delineata dagli articoli 9, 13, commi 6-bis e 6-bis.1, e 14, comma 3-ter, del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (come progressivamente novellato dagli interventi legislativi successivi), e dall'articolo 1, comma 27, della legge 24 dicembre 2012, n. 228), che stabiliscono elevati importi di contributo unificato per l'accesso alla giustizia amministrativa in materia di procedure di aggiudicazione di contratti pubblici.

Sentenza 42/2015:
Ricorso di Casa di Cura Villa Bianca S.p.A. contro Provincia autonoma di Trento e Centro Sanitario Trentino - C.S.T. Trento S.r.l. per l'annullamento della determinazione 20 marzo 2014, n. 42, del dirigente del Dipartimento salute e solidarietà sociale della Provincia autonoma di Trento, avente a oggetto “C.S.T. Trento S.r.l. - Accreditamento istituzionale”, nella parte in cui ha concesso l’ampliamento dell'accreditamento istituzionale per l'attività di diagnostica per immagini relativamente alla prestazione di risonanza magnetica per uso diagnostico. Si afferma il principio per cui in ambito sanitario le Amministrazioni competenti tendono ad ampliare per quanto possibile l’ambito dei soggetti accreditati, purché in possesso di adeguati requisiti qualitativi, mentre le limitazioni sono riservate alla successiva fase di eventuale convenzionamento, in cui possono trovare adeguata applicazione le regole sulla concorrenza e sui risparmi di spesa. – Accoglimento parziale.

Sentenza 95/2015:
Ricorso di Sezione Cacciatori di Terragnolo dell'Associazione Cacciatori Trentini contro Provincia autonoma di Trento e nei confronti di Sezione Cacciatori di Trambileno dell'Associazione Cacciatori Trentini, per l'annullamento della deliberazione della Giunta Provinciale di Trento di data 11.4.2014 n. 561, Prot. n. 01/2014 e di ogni altro atto presupposto o conseguente ivi compresi il parere del Comitato Faunistico Provinciale e della competente Commissione permanente del Consiglio, con conseguente dichiarazione di appartenenza alla Sezione di Terragnolo di tutto il territorio di proprietà del Comune di Terragnolo, anche se in catasto di Trambileno. Si afferma il principio per cui ai fini della tutela nella fauna è il numero complessivo dei capi cacciabili, a prescindere da dove lo siano, ad essere rilevante; di conseguenza, rileva principalmente il fatto sostanziale che le estensioni delle riserve interessate risultano equilibrate in relazione al numero di cacciatori presenti per ettaro e che entrambe le riserve hanno superfici accorpate e non creano difficoltà nella gestione dell'attività venatoria. – Rigetto.
EVENTI8 giugno 2015, ore 9.00-16.00, “Comparing Experiences of Cross-border Science Regions”, EURAC Conference Hall, Bolzano.
 
19 giugno 2015, ore 9.00-18.00, "Innovazione democratica e partecipazione nell’Euroregio", Palais Widmann, Palazzo provinciale 1, Bolzano.
 
EURAC Federal Scholar in Residence 2016 – SCADENZA ISCRIZIONI: 1 luglio 2015!
L’Istituto per lo Studio del Federalismo e del Regionalismo dell’EURAC ha bandito l’assegno di ricerca EURAC Federal Scholar in Residence 2016. Il programma è rivolto a ricercatori, studenti post graduate e operatori del diritto con esperienze in ambito professionale e universitario nello studio comparato del federalismo e del regionalismo. Sono aperte le iscrizioni all’EURAC Federal Scholar in Residence Program 2016. Gli interessati possono inviare un paper in una lingua a scelta fra inglese, tedesco, italiano, francese o spagnolo entro il 1 luglio 2015. Per informazioni sull’EURAC Federal Scholar in Residence Program si prega di consultare il sito www.eurac.edu/federalscholar.

 
NOVITÀ EDITORIALI

Alber Elisabeth/Engl Alice/Pallaver Günther (cur), Politika15. Südtiroler Jahrbuch für Politik/Annuario di politica dell’Alto Adige/Anuar de politica dl Südtirol (Südtiroler Gesellschaft für Politikwissenschaft/Società di Scienza Politica dell'Alto Adige/Sozietà de scienza politica de Südtirol) (2015).

Fraenkel-Haeberle Cristina et al (cur.), Citizen Participation in Multi-Level Democracies (2015).

Gamper Anna, Parlamentarische Rechtsetzung und direkte Demokratie: Verfassungsrechtliche Grenzen, in: Georg Lienbacher/Erich Pürgy (cur.), Parlamentarische Rechtsetzung in der Krise (2014) 101 ff.

Gamper Anna, Was heißt "mehr direkte Demokratie"? Versuch einer Sichtung, in: Theo Öhlinger/Klaus Poier (cur.), Direkte Demokratie und Parlamentarismus. Wie kommen wir zu den besten Entscheidungen? (2015) 183 ff.

Gamper Anna, Grundlagen grenzüberschreitender interuniversitärer Zusammenarbeit nach österreichischem Universitätsrecht, zfhr 2015, 2 ff.

Gamper Anna, Foreign Precedents in Austrian Constitutional Litigation, ICL-Journal 9 (2015), 27 ff.

Grabher Gudrun M./Mathis-Moser Ursula (cur.), Regionalism(s). A Variety of Perspectives from Europe and the Americas (2014).

Karlhofer Ferdinand/Pallaver Günther (cur), Politik in Tirol. Jahrbuch 2015 (2015).

Karlhofer Ferdinand/Pallaver Günther (cur), Politik in Tirol. Jahrbuch 2014 (2014).

Obwexer Walter/Happacher Esther/Baroncelli Stefania/Palermo Francesco (cur), L'impatto del diritto dell'Unione europea sull'autonomia dell'Alto Adige/Südtirol (2015).
Le competenze legislative e amministrative degli enti autonomi risentono sempre di più dell’impatto del diritto dell’Unione europea. Allo stesso tempo, un potere legislativo e amministrativo autonomo rappresenta un aspetto cruciale per la tutela delle minoranze in quanto permette loro la gestione autonoma degli aspetti economici, sociali e culturali del loro territorio. Queste premesse costituiscono il quadro entro il quale un gruppo di ricercatori, appartenenti all’Istituto di diritto europeo e internazionale, all’Istituto di diritto italiano, entrambi presso l’Università di Innsbruck, nonché all’Istituto per lo Studio del Federalismo e del Regionalismo dell’Accademia Europea di Bolzano (EURAC) e alla cattedra di diritto pubblico presso la Facoltà di Economia della Libera Università di Bolzano, hanno condotto un progetto di ricerca dedicato agli effetti dell’appartenenza dell’Italia all’Unione europea su competenze legislative e amministrative scelte della Provincia autonoma di Bolzano. I risultati del progetto, finanziato dalla Provincia autonoma di Bolzano in base alla legge provinciale per la ricerca e l’innovazione e pubblicati sia in lingua italiana che tedesca, non solo forniscono una guida alla Provincia Autonoma di Bolzano per sfruttare in maniera ottimale gli spazi di manovra politici, legislativi e amministrativi in un sistema multilivello, ma offrono anche indicazioni rilevanti circa gli effetti del diritto dell’Unione europea sulle autonomie regionali in generale.

Palermo Francesco/Alber Elisabeth (cur.), Federalism and decision-making: changes in structures, procedures and policies (2015).

Palermo Francesco/Obwexer Walter/Happacher Esther (cur.), I 40 anni del secondo statuto di autonomia. L'autonomia speciale della Provincia Autonoma di Bolzano nel contesto dell'integrazione Europea, Ius Publicum Europaeum Bd 11 (2014).

Palermo Francesco/Parolari Sara (cur.), Riforma costituzionale e regioni: riflessioni a prima lettura sul nuovo titolo V della costituzione (2015).

Pallaver Günther, Autonomie – vom Primat des Ethnischen zum Primat des Territoriums. Reformen für das Zusammenleben, Geschichte und Region/Storia e Regione 21 (2014) 1, 145 ff.

Pallaver Günther, Reformen für das Zusammenleben – Reformen des Autonomiestatuts, in: Thomas Benedikter (cur), Mit mehr Demokratie zu mehr Autonomie. Ausbau der Südtirol-Autonomie? Bürgerinnen und Bürger reden mit. Ergebnisse eines Bildungsprojektes (politis, Südtiroler Bildungszentrum: Beiträge zur Demokratieentwicklung 2.2014) (2014) 49 ff.

Pallaver Günther, L’erba del vicino.  Italien – Österreich. Nachbarn in Europa, in: Michael Gehler/Rolf Steininger (cur), Österreich und die europäische Integration von 1945 bis zur Gegenwart. Aspekte einer wechselvollen Entwicklung. 2. Aktualisierte und um die jüngste Entwicklung erweiterte Ausgabe (Erste Auflage 1993) (2014) 235 ff.

Ranacher Christian/Staudigl Fritz/Frischhut Markus (cur.), Einführung in das EU–Recht3 (2015).

Scantamburlo Matthias/Pallaver Günther, The 2013 South Tyrolean Election: The End of SVP Hegemony, in: Regional & Federal Studies, Published online: 30 May 2014, http://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/13597566.2014.911732#.U654WJR_uyo.
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