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Newsletter No.: 1/2016
relativa al periodo: 12/2015 - 5/2016
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Associazione Euroregionale di Diritto Pubblico Comparato ed Europeo

Contatto Euroregionale Vereinigung für vergleichendes öffentliches Recht und Europarecht / Associazione Euroregionale di Diritto Pubblico Comparato ed Europeo, 2016Redazione e traduzione Elisabeth Alber, Kevin Erlacher, Anna Gamper, Esther Happacher, Christian Ranacher, Sigmund Rosenkranz, Teresa Sanader, Jens Woelk. Non si assume responsabilità per le informazioni. Sponsorizzato daTirol Logo 
AUSTRIA
GIURISPRUDENZA COSTITUZIONALE

VfGH (Corte costituzionale) 09/12/2015, E 50/2015 e altri; la pena inflitta al ricorrente per l’infrazione a un regolamento locale di polizia che prevede il divieto di consumo di bevande alcoliche a Innsbruck non rappresenta una violazione dei suoi diritti costituzionalmente garantiti:
Il divieto di consumo di bevande alcoliche è un provvedimento la cui emanazione, in quanto materia rientrante nell’ambito della pubblica sicurezza locale ai sensi dell’art. 118 comma 3 Z B-VG (Legge costituzionale federale), è tra le competenze di un Comune. Il divieto di consumo di bevande alcoliche in determinate zone della città è idoneo a contrastare spiacevoli situazioni di disturbo all’interno della vita della comunità (ad es. occupazione di posti a sedere da parte di soggetti con dipendenze croniche dall’alcol; abbandono di bottiglie vuote, molestie a passanti) ed è un provvedimento proporzionato all’esigenza di arginare localmente concrete situazioni indesiderate, legate al consumo di alcol.
 
VfGH (Corte costituzionale) 29/02/2016, K I4/2015; risposta affermativa a un conflitto di competenza tra un organo della giurisdizione ordinaria e il Tribunale amministrativo del Land Tirolo riguardo a un’azione di manutenzione sul possesso di un fondo appartenente a una Comunità agraria (“Agrargemeinschaft”):
Sulla controversia, vertente sul possesso di fondi compresi in procedimenti di accorpamento, è competente, ai sensi del § 72 comma 5 lit a della Legge tirolese sull’accorpamento dei fondi (“Flurverfassungslandesgesetz”) del 1996, il Tribunale amministrativo del Land Tirolo e non il Tribunale circoscrizionale di Reutte.
 
VfGH (Corte costituzionale) 02/03/2016, G 370/2015 e altri; rigetto di domande individuali da parte di associazioni islamiche per l’abrogazione di disposizioni della Legge sull’esercizio della religione islamica del 2015, nella parte in cui essa prevede lo scioglimento di associazioni che abbiano lo scopo di diffondere la dottrina religiosa di una società islamica riconosciuta:
Le domande presentate dalle associazioni ricorrenti sono rigettate poiché esse non fondano sufficientemente il proprio interesse a ricorrere, data l’indeterminatezza delle domande e la grande varietà degli scopi delle associazioni stesse. Di fronte a tale varietà di scopi presente negli statuti non è chiaro in che misura sussista un obbligo di modifica degli statuti medesimi per il timore, in caso contrario, di scioglimento.
 
VfGH (Corte costituzionale) 08/03/2016, E 1477/2015; la mancata autorizzazione alla costituzione di un’associazione per l’eutanasia (“Letzte Hilfe – Verein für selbstbestimmtes Sterben” – “Ultimo aiuto – Associazione per l’autodeterminazione della morte”) non rappresenta violazione di diritti costituzionalmente garantiti dato che essa persegue scopi che violano la legge penale:
Nel valutare la gravità di un reato e nel commisurare la pena inflitta nel caso in cui venga commesso, spetta al legislatore un’ampia discrezionalità di valutazione politica; di tale discrezionalità non si è abusato nel proibire in generale la cooperazione nel suicidio (§ 78 StGB – Codice penale). Il § 78 non viola né il rispetto della vita privata (art. 8 CEDU) né il divieto di discriminazione (art. 14 CEDU). Nemmeno la Corte europea dei diritti dell’uomo, nel caso Pretty, ha espresso perplessità circa il divieto generale della complicità nel suicidio (U 29/04/2002, Pretty, Appl 2346/02, n. 76 segg.); un’eventuale limitazione di tale divieto della complicità nel suicidio spetterebbe in primo luogo agli stessi Paesi membri, e ciò rappresenta un altro argomento a favore della discrezionalità politica del legislatore nazionale.
 
VfGH (Corte costituzionale) 08/03/2016, G 440/2015 e altri; non è abrogata la normativa circa la perdita dello status di soggetto sussidiariamente protetto in seguito a condanna penale per delitto:
Il fatto che un reato rientri o meni nella categoria dei “delitti” (“Verbrechen”), puniti con pene più severe (a differenza delle “contravvenzioni”, “Vergehen”; cfr. § 17 StGB – Codice penale) è oggetto di valutazione da parte del legislatore. Non si può impedire al legislatore di ricorrere a tale differenziazione, già presente nel diritto austriaco, al fine di concretizzare il concetto di “reato grave” ai sensi dell’art. 17 comma 1 lit b della Direttiva in tema di status giuridico di soggetto beneficiario di tutela internazionale.
 
VfGH (Corte costituzionale) 08/03/2016, E 2310/2015; rigetto del ricorso del Comune di Ossiach nei confronti di un provvedimento riguardante l’utilizzo di un immobile quale centro rifugiati:
Il Comune di Ossiach si opponeva a un provvedimento della Ministra federale dell’interno tramite il quale, senza un precedente procedimento, si ordinava l’utilizzo e l’adattamento di una costruzione presente sul fondo in questione per l’accoglienza di rifugiati ai sensi dell’art. 3 comma 1 della Legge costituzionale sull’accoglienza dei rifugiati. Dato che tale decisione non ha il carattere di sentenza o ordinanza emanata da un Tribunale amministrativo, la Corte costituzionale non è competente a decidere su tale ricorso.
 
VfGH (Corte costituzionale) 09/03/2016, G 606/2015 e altri; legittimità costituzionale delle disposizioni relative all’obbligo di registratori di cassa:
L’obbligo, imposto alle aziende, di tenere la contabilità del flusso di contanti tramite sistemi di registrazione elettronica allo scopo di ridurre le possibilità di manipolazione rientra nell’interesse pubblico. Esso è inoltre adeguato al raggiungimento dello scopo (impedire le evasioni tributarie) e non rappresenta pertanto una limitazione indebita della libertà di esercizio dell’attività professionale; non ricorrono neppure violazioni del principio di eguaglianza e del diritto di proprietà.

 
LEGISLAZIONE DEL LAND TIROLO
Avviso: le gazzette ufficiali del Land sono pubblicate in forma elettronica e con valore autentico, nel RIS (Sistema di informazione giuridica dell’Austria), le versioni consolidate delle varie leggi sono anch’esse consultabili nel RIS (http://www.ris.bka.gv.at/Lr-Tirol/). Le relative bozze delle consulenze e i pareri nonché le proposte presentate dal Governo, comprensive di Annotazioni Esplicative, sono consultabili sulla homepage del Parlamento (Landtag) del Tirolo (http://www.tirol.gv.at/landtag/) sotto “Parlamentarische Materialien” (Materiali parlamentari).
 
Legge del Tirolo sull’assistenza ai bambini e ai giovani (riforma), LGBl 134/2015:
Con questa riforma sono stati effettuati adattamenti in singoli settori in modo da garantirne un’attuazione efficiente (ad es. modifica della competenza territoriale delle amministrazioni circoscrizionali, obbligo per le assistenti in disponibilità di frequentare corsi di aggiornamento).
 
Legge del Tirolo per la limitazione delle pensioni speciali, LGBl 3/2016:
I Land austriaci, dopo le disposizioni di chiarimento allegate alla Legge federale per la limitazione delle pensioni speciali (BGBl I n. 46/2014), erano tenuti a dettare una disciplina in materia nei limiti delle competenze legislative ad essi attribuite. Ciò è stato fatto con la presente legge, rivolta a ex funzionari e dipendenti pubblici di imprese del Land e comunali.
 
Legge per l’introduzione di provvedimenti di affiancamento per l’esecuzione del regolamento (UE) n. 1143/2014 sulla prevenzione e la gestione in caso di importazione e diffusione di specie invasive estranee al territorio LGBl 9/2016.
 
Legge del Tirolo per la tutela dei giovani del 1994 (riforma), LGBl 21/2016:
Tale riforma prevede tra l’altro, ai fini della prevenzione delle dipendenze e per meglio tutelare la salute, ulteriori divieti relativi a prodotti rischiosi per i giovani (narghilè, sigarette elettroniche), ampliando le sanzioni in materia. È istituito inoltre un consiglio consultivo per i giovani.
 
Legge del Tirolo sui prodotti per l’edilizia del 2016, LGBl 41/2016:
Attuazione degli accordi intercorsi tra i Land ai sensi dell’art. 15a B-VG (Legge costituzionale federale) circa la sorveglianza di mercato dei prodotti per l’edilizia (LGBl n. 46/2010), nonché circa la cooperazione nell’edilizia, l’introduzione sul mercato dei prodotti per l’edilizia e il loro utilizzo (LGBl Nr 55/2013); attuazione delle direttiva 2009/125/CE e della direttiva 2010/30/UE.
 
“Riforma delle pause nel lavoro” (Riforma della legge sul rapporto di lavoro dei funzionari del Land del 1998, della Legge sul rapporto di lavoro nel pubblico impiego, della Legge sul rapporto di lavoro dei funzionari comunali del 1970, della Legge sui contratti per il pubblico impiego nei comuni del 2012, della Legge sul rapporto di lavoro dei funzionari della città di Innsbruck del 1970 e della Legge sui contratti per il pubblico impiego nella città di Innsbruck, LGBl 42/2016):
Chiarimento legislativo, in occasione della sentenza del VwGH – Corte amministrativa suprema  (si veda più avanti: Ra 2015/12/0051), ai sensi della quale le pause dal lavoro non fanno parte dell’orario lavorativo.
 
GIURISPRUDENZA AMMINISTRATIVA  Corte Amministrativa Suprema
21/01/2016, Ra 2015/12/0051; rapporto di servizio dei pubblici funzionari – la pausa quotidiana di mezz’ora è conteggiata nell’orario lavorativo:
Qualora l’orario di servizio di una giornata superi le sei ore, spetta al funzionario, secondo la Legge sul rapporto di servizio dei pubblici funzionari (BDG), una pausa di mezz’ora. Secondo la BDG, nell’orario di servizio non rientra solo il tempo dedicato allo svolgimento attivo del lavoro (orario lavorativo), ma anche i periodi dedicati alla ricreazione. Sulla base dei materiali legislativi si deve presumere che il legislatore fosse a conoscenza della prassi, diffusa nel rapporto di pubblico impiego a livello federale, per la quale, “nei settori in cui è attuato un normale piano di servizio”, era concessa anche in passato una pausa di mezzogiorno per la consumazione del pranzo. Nella proposta di legge presentata dal Governo per la relativa riforma della BDG il legislatore si è espresso nel senso di una “coincidenza” della pausa, che (a questo punto) va concessa, con tali periodi di ricreazione.
 
27/01/2016, Ra 2015/10/0058; “abitazione comune” ai sensi della Legge del Tirolo sulle tutele minime:
Secondo quanto previsto dal § 2 comma 4 della Legge del Tirolo sulle tutele minime del 2010 (Tir MSG) una persona bisognosa di aiuto è considerata “singola” quando non condivide una “abitazione comune” con il proprio partner. Secondo la definizione di legge di cui al § 2 comma 6 Tir MSG, il concetto di abitazione comune presuppone il fatto di condividere un alloggio e di avere una “gestione economica unitaria”. Nel caso in cui la persona bisognosa di aiuto condivida con il proprio partner un alloggio e una comunità di vita, detta persona, il cui mantenimento è garantito dal sussidio minimo dello Stato (“Grundversorgung”), costituisce per questo motivo, insieme al proprio partner, una “comunità abitativa” ai sensi dei materiali legislativi per la Tir MSG del 2010. L’opinione secondo cui una gestione economica unitaria non sussisterebbe già a partire dal momento in cui il partner di chi riceve il sussidio non contribuisca economicamente (in modo adeguato) alla comunità di vita per insufficienza reddituale, non trova punti di sostegno nella legge in oggetto.
 
01/03/2016, Ra 2015/11/0106; controllo discrezionale da parte del Tribunale amministrativo:
Non si è in presenza, fondamentalmente, di una decisione discrezionale illecita ogni volta che la Pubblica Amministrazione abbia esercitato il potere discrezionale ad esso attribuito così come inteso dalla legge. Tale verifica presuppone che tutte le circostanze di fatto essenziali, determinanti ai fini della decisione, siano state individuate e prese in considerazione nel rispetto delle norme procedurali rilevanti. Nel caso in cui l’esercizio della discrezionalità da parte dell’Amministrazione non risulti effettuato, in seguito a tale disamina, così come inteso dalla legge, il Tribunale amministrativo avrà il potere di esercitare eventualmente un proprio potere discrezionale dopo aver completato l’istruttoria delle circostanze di cui sopra.
 
06/04/2016, Fr 2015/03/0011; posizione giuridica dell’Amministrazione nei confronti della quale si ricorre dinanzi al Tribunale amministrativo:
L’Amministrazione nei confronti della quale si ricorra dinanzi al Tribunale amministrativo ha il potere di chiedere alla VwGH – Corte amministrativa suprema – di fissare un termine in caso di inattività del Tribunale stesso. Nel procedimento l’Amministrazione contro cui si ricorre ha la qualità di parte formale, organica o d’ufficio. Nel caso in cui essa promuova il procedimento per cassazione dinanzi alla VwGH nei confronti della sentenza di un Tribunale amministrativo, non è in gioco l’esercizio di diritti soggettivi spettanti a detta Amministrazione, ma l’interesse legittimo ad ottenere una sentenza da parte del Tribunale amministrativo. Alla competenza a ricorrere per cassazione corrisponde la pretesa dell’Amministrazione nei confronti della quale si ricorre, verso il Tribunale amministrativo, a che questo si pronunci in modo conforme al diritto e conduca dunque il processo amministrativo in modo legittimo. Nel processo di fronte al Tribunale amministrativo spetta all’Amministrazione nei confronti della quale si ricorre un interesse a che il diritto oggettivo sia realizzato nel modo migliore possibile. Pertanto essa ha anche un diritto a che il Tribunale amministrativo rispetti il proprio obbligo di pronunciarsi.
 
Tribunale amministrativo del Land Tirolo
18/01/2016, LVwG-2015/40/1641-4; registrazione successiva di un domicilio per il tempo libero:
Ai sensi del § 17 comma 1 lit b TROG 2011 (Legge del Tirolo sulla gestione del territorio del 2011), di fronte alla registrazione successiva di un domicilio per il tempo libero è necessario che sussista l’intenzione di “continuare a utilizzarlo come domicilio per il tempo libero”. In considerazione della chiara formulazione presente nel testo di legge della norma indicata (cfr. “continuare a”) è necessario che almeno nel giorno della registrazione il domicilio registrato sia utilizzato per il tempo libero e non come primo domicilio. Non è contemplata dal § 17 comma 1 TROG 2011 la mera pianificazione di un utilizzo quale domicilio per il tempo libero in futuro, e in tal modo non è possibile proporre con successo un’azione di accertamento sulla base di tale mera pianificazione.
 
29/02/2016, LVwG-2016/46/0087-2; Invalidità della licenza di caccia; colpa:
Nel giudicare se si sia agito con diligenza oggettiva si deve partire dalla condotta di un individuo dotato di capacità di discernere e valutare proveniente dalla cerchia cui appartiene l’autore dell’infrazione. Tale figura di riferimento avrebbe in ogni caso verificato se il bonifico effettuato via internet fosse andato a buon fine. Un cacciatore deve accertarsi di avere il permesso di effettuare l’attività venatoria, verificare cioè che la sua licenza di caccia sia (ancora) valida. Pertanto ci si può aspettare da lui che si sinceri del fatto che il bonifico relativo alla tassa dovuta per la licenza di caccia e determinante ai fini della validità della licenza medesima sia effettivamente stato effettuato sul conto della Federazione caccia del Land.
 
04/03/2016, LVwG-2016/34/0243-8; accertamento dell’identità del conducente; curatore fallimentare; veicoli multiassi facenti parte della massa fallimentare:
Nel caso in cui sia aperto un procedimento di insolvenza nei confronti del patrimonio di un soggetto titolare di veicoli e sia nominato un curatore fallimentare, la richiesta di informazioni circa l’identità del conducente deve essere indirizzata al curatore stesso. Alle richieste erroneamente indirizzate al debitore il curatore non è tenuto a rispondere. Il curatore fallimentare è obbligato, in relazione ai veicoli multiassi facenti parte della massa fallimentare, anche ad effettuare le registrazioni eventualmente necessarie e a rispondere alle richieste anche quando queste ultime si riferiscano a periodi precedenti all’apertura della procedura fallimentare e alla sua nomina quale curatore.
 
08/03/2016, LVwG-2015/42/2132-6; domicilio per il tempo libero, scopi del domicilio, registrazione del domicilio principale:
La registrazione di un indirizzo quale domicilio principale può servire unicamente da indizio dell’utilizzo del medesimo quale domicilio principale. Essa non rappresenta invece la (contro-) prova all’effettivo utilizzo in quanto domicilio per il tempo libero / secondo domicilio.
 
10/03/2016, LVwG-2015/40/3077-2; ritiro del permesso di esercitare un’attività professionale autonoma; carenza di affidabilità; mancato rispetto delle norme sulla previdenza sociale:
Le tre violazioni attribuite al ricorrente – e non contestate – ai sensi della Legge sull’impiego di dipendenti di nazionalità straniera e le quattro violazioni ai sensi della Legge generale sulla previdenza sociale sono equiparabili in ogni caso, nel loro complesso, a “violazioni gravi” ai sensi del § 87 comma 1 Z 3 GewO (Testo unico sulle attività professionali autonome) del 1994. Dato che la carenza di affidabilità per l’esercizio dell’attività professionale autonoma è da presumersi obbligatoriamente in presenza di tali violazioni, non è necessario procedere a un giudizio circa la personalità del professionista nel giudicare se siano realizzati i presupposti per il ritiro del permesso ai sensi del § 87 comma 1 Z 3 GewO del 1994.
 
04/04/2016, LVwG-2014/35/0059-3; beni spettanti alla comunità; comunità agraria (“Agrargemeinschaft”); vendita di legname; fabbisogno per la casa e per il terreno; valore sostanziale; eccedenze (“Überling”); eccedenze nel ricavato: piano regolatore:
Coerentemente con quanto accertato dalla VfGH (Corte costituzionale) in data 02/10/2013, B 550/2012 e altri, secondo la quale le eccedenze (“Überling”) derivanti dall’utilizzo agricolo e forestale vanno attribuite al valore sostanziale del terreno comune ai sensi del § 33 comma 5 TFLG (Legge catastale del Land Tirolo) del 1996, i diritti di utilizzo sul terreno comune sono limitati al fabbisogno della casa e del terreno appartenenti all’immobile in questione; di conseguenza non sono possibili “eccedenze di ricavato” non spettanti alla comunità. Non sussistono dubbi sul fatto che, quanto alla vendita del legname, si è in presenza di una questione che riguarda il valore sostanziale dei fondi appartenenti alla comunità agraria. Infatti la progettata vendita chiarisce implicitamente che il fabbisogno della casa e del terreno è già coperto. La fissazione di diritti pro quota nel piano regolatore non modifica il fatto che ai membri della comunità agraria spettino unicamente utilità nell’ambito del fabbisogno per la casa e per il terreno, e che le eccedenze spettano invece alla comunità.
 
05/04/2016, LVwG-2016/22/3270-6; legge sul trasporto aereo; paracadutismo; base jumping:
Il base jumping rappresenta una forma di paracadutismo che rientra nella normativa sul trasporto aereo. Il base jumping nel suo insieme deve essere considerato alla stregua di un paracadute, e quindi quale veicolo aereo ai sensi del § 11 comma 1 LFG (Legge sul trasporto aereo). Ne consegue ovviamente che ai cosiddetti “base jump”, equiparati a lanci in paracadute, sono applicabili direttamente quelle disposizioni in tema di trasporto aereo che si riferiscono ai suddetti lanci. Secondo il § 10a LFG i lanci in paracadute di natura civile possono essere eseguiti solo da veicoli aerei da un’altitudine minima di 600 metri al di sopra del terreno. Un lancio da una roccia caratterizzata da un dislivello di 140 metri è dunque una violazione a questa disposizione. Ai sensi del § 9 comma 1 LFG (cosiddetto “obbligo di aerodromo”) per il decollo e l’atterraggio di veicoli aerei (e un paracadute è un veicolo aereo secondo la previsione del § 11 comma 1 LFG) possono essere utilizzati, salve le diverse previsioni di cui ai commi 2 – 4 e al § 10, unicamente appositi aerodromi o piste di atterraggio (§ 58). Al di fuori di tali aerodromi e piste il decollo e l’atterraggio sono consentiti solo previa autorizzazione del Capo del governo del Land (“Landeshauptmann”). L’autorizzazione di un “base jump” all’atterraggio al di fuori di tali aree non è tuttavia possibile a causa della disposizione cogente di cui al § 10a. Un lancio in paracadute al di fuori degli aerodromi e delle piste di cui sopra, se non autorizzato dal Landeshauptmann, rappresenta dunque una violazione del § 9 comma 1 LFG.
 
ITALIA
GIURISPRUDENZA COSTITUZIONALEhttp://www.cortecostituzionale.it/actionPronuncia.do

Sentenza n. 75/2016
Giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 11 della legge della Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol n. 11/2014 (Disposizioni in materia di enti locali), promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri – non fondatezza.
L’art. 11 della legge regionale n. 11/2014 attribuisce al segretario comunale rogante una quota pari al 75 per cento – e comunque non superiore ad un quinto dello stipendio in godimento – del provento annuale dei diritti di segreteria spettante al Comune per una serie di atti previsti dalla legge. Non sono fondate le censure relative alla violazione degli artt. 3, 117 secondo comma, lettera g) ed l) e 117 terzo comma Cost.. Ai sensi dello statuto speciale, le Province provvedono al coordinamento della finanza pubblica provinciale nei confronti degli enti locali, hanno la competenza legislativa in materia di finanza locale e corrispondono ai comuni idonei mezzi finanziari. La Regione autonoma, pertanto, non grava sul bilancio dello Stato per il finanziamento della spesa dei propri Comuni. Alla luce della giurisprudenza della Corte, lo Stato, non concorrendo al finanziamento delle Comuni, non può neppure adottare norme per il loro coordinamento finanziario. Non è ravvisabile alcuna invasione della materia del coordinamento della finanza pubblica, perché la norma regionale si limita a richiamare, ai fini del riconoscimento dei diritti di segreteria, i medesimi atti previsti dalla legislazione statale.
 
 
Sentenza n. 90/2016
Giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 8, comma 3, della legge della Provincia autonoma di Bolzano n. 10/1991 (Espropriazioni per causa di pubblica utilità per tutte le materie di competenza provinciale), come sostituito dall’art. 38, comma 7, della legge della Provincia autonoma di Bolzano n. 4/2008 (la norma si trova attualmente nell’art. 7-quater della legge provinciale n. 10/1991 a seguito di modifiche recate ad essa dalla legge provinciale n. 9/2009), promosso dalla Corte d’appello di Trento – non fondatezza.
L’art. 8, comma 3, della legge provinciale n. 10/1991 come sostituito dall’art. 38, comma 7, della legge della Provincia autonoma di Bolzano n. 4/2008 (secondo il quale l’indennità d’espropriazione per le aree non edificabili consiste nel giusto prezzo da attribuire, entro i valori minimi e massimi stabiliti dalla Commissione di cui all’art. 11), violerebbe gli artt. 42, terzo comma, e 117, primo comma, Cost., quest’ultimo in relazione all’art. 1 del 1 Protocollo addizionale alla CEDU, in quanto il criterio di determinazione dell’indennità espropriativa da esso previsto prescinderebbe dal valore effettivo del bene e non terrebbe conto delle sue caratteristiche specifiche. L’espressione “giusto prezzo” si trova in diverse disposizioni ed evoca l’idea di un corrispettivo commisurato al valore effettivo del bene espropriato. Il riferimento alle caratteristiche effettive del bene nella quantificazione dell’indennità si desume con chiarezza dall’analisi sistematica della legge. L’indennizzo assicurato all’espropriato dall’art. 42, terzo comma, Cost., se non deve costituire una integrale riparazione per la perdita subita non può essere, tuttavia, fissato in una misura irrisoria o meramente simbolica, ma deve rappresentare un serio ristoro. Alla luce della giurisprudenza della Corte il punto di riferimento per determinare l’indennità di espropriazione deve essere il valore di mercato (o venale) del bene ablato. La norma in esame  non disattende i criteri fissati dalla Corte. Impone all’organo competente a determinare l’indennità di esproprio di tenere in adeguata considerazione le caratteristiche effettive dell’area da espropriare e, dunque, il suo effettivo valore di mercato.

GIURISPRUDENZA DEL CONSIGLIO DI STATO

Sentenza n. 1836/2016 (VI. Sezione del Consiglio di Stato) – Conoscenze linguistiche nel bando di concorso in Polizia
Ricorso al Consiglio di Stato n. 945/2016 di Fabian Ferrari et al. contro il Ministero dell’Interno per la riforma della sentenza n. 360/2015 del T.R.G.A. – Sezione autonoma di Bolzano, concernente il concorso interno per l’accesso al corso di formazione professionale per la nomina alla qualifica di vice sovrintendente di Polizia – accoglimento.
Il bando di concorso conteneva sì clausole inerenti alle conoscenze linguistiche; nondimeno, coloro i quali non presentassero almeno un attestato di bilinguismo C non venivano espressamente esclusi. Al concorso per vice sovrintendente di Polizia possono partecipare soltanto assistenti capo oppure agenti con quattro anni di servizio. Per assumere tali ruoli è necessario un diploma di istruzione secondaria di primo grado, che corrisponde al patentino C. Per tali ragioni non possono partecipare al concorso candidati privi di almeno l’attestato di bilinguismo C, sebbene essi non vengano espressamente esclusi dal concorso.


PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO ALTO ADIGELegislazione provinciale
Legge provinciale n. 15 del 23/11/2015:
Mobilità pubblica
B.U. del 01/12/2015 n. 48
 
Legge provinciale n. 16 del 17/12/2015:
Disposizioni sugli appalti pubblici
B.U. del 22/12/2015 n. 51
 
Legge provinciale n. 17 del 22/12/2015:
Ordinamento finanziario e contabile dei comuni e delle comunità comprensoriali
B.U. del 29/12/2015 n. 52
 
Legge provinciale n. 20 del 23/12/2015:
Bilancio di previsione della Provincia autonoma di Bolzano 2016-2018
B.U. del 29/12/2015 n. 52
 
Legge provinciale n. 7 del 15/04/2016:
Modifiche alla legge provinciale 4 luglio 2012, n.12, “Ordinamento dell’apprendistato”
B.U. del 19/04/2016 n. 16
 
Legge provinciale n. 8 del 15/04/2016:
Norme in materia di tutela fitosanitaria
B.U. del 19/04/2016 n. 16

Giurisprudenza amministrativaLe sentenze possono essere consultate al sito https://www.giustizia-amministrativa.it/.

Sentenza n. 356/2015 – Espropriazione
Ricorso n. 129/2015 di Franz Josef Moser contro il comune di San Lorenzo per l’annullamento del provvedimento del sindaco inerente l’accertamento del mancato rispetto di un’ordinanza di demolizione nonché la comunicazione di avvio di un procedimento volto alla demolizione e rimozione di annessi, tettoie e capanne di legno alla costruzione abbandonata – Accoglimento.
Il ricorrente aveva più volte richiesto il rilascio di una concessione edilizia per il terreno in oggetto, la quale veniva tuttavia sempre negata dal sindaco. Nel 2005 il tecnico comunale competente accertava la presenza di illegittime costruzioni sul terreno. Di conseguenza il Comune emetteva un’ordinanza di demolizione e rimessione in pristino. Nel 2015 i Carabinieri accertavano che tale ordine non era stato rispettato, sicché all’attuale ricorrente veniva comunicato l’avvio di un procedimento volto all’acquisizione a titolo gratuito del terreno al patrimonio del Comune. Il ricorrente chiedeva conseguentemente al Comune quali edifici fossero interessati e confermava che la demolizione sarebbe stata eseguita. Il Comune nuovamente accertava la mancata demolizione, comunicando contemporaneamente che tale provvedimento costituiva un titolo idoneo al trasferimento della proprietà e all’intavolazione gratuita nel libro fondiario. Con decreto tavolare il terreno veniva così attribuito al Comune. Il Tribunale ha accertato l’assenza di qualsivoglia misurazione e computo della superficie da trasferirsi in proprietà al Comune. Ciò costituisce tuttavia presupposto per la legittimità dell’atto, in quanto – a norma di legge – può essere acquisita un’area non superiore a dieci volte la superficie complessiva utile abusivamente costruita. Non risulta inoltre perché sia stata interessata dall’atto l’intera superficie e non soltanto l’area illegittimamente edificata. Per tali ragioni il modo di procedere del Comune è da ritenersi illegale e inoltre espressione di abuso di potere ed eccesso di potere. Il ricorso volto all’annullamento giudiziale del provvedimento del sindaco contiene implicitamente l’istanza di ripristino del libro fondiario, la quale viene pertanto accolta.
 
Sentenza n. 20/2016 – Violazione delle norme sull’uso della lingua
Ricorso n. 266/2015 di Cristian Kollmann contro Poste Italiane S.p.a. per l’annullamento della lettera con cui egli veniva sollecitato dall’amministrazione delle Poste al pagamento di determinate spese legali, per violazione delle disposizioni degli artt. 8 e 9 del D.P.R. del 15 luglio 1988, n. 574 (Norme di attuazione dello Statuto speciale per la Regione Trentino-Alto Adige in materia di uso della lingua tedesca e della lingua ladina nei rapporti dei cittadini con la Pubblica Amministrazione e nei procedimenti giudiziari) – rigetto.
Il Tribunale sottolinea come l’obbligo di bilinguismo sia connesso con l’espletamento del servizio postale. Nel caso in esame si trattava tuttavia di una diffida di pagamento di carattere civilistico, non inerente al servizio postale.
 
Sentenza n. 48/2016 – Limitazione della concorrenza in occasione di un bando di gara per una commessa dell’Azienda sanitaria
Ricorso n. 190/2015 di Berica Hygiene S.p.a. contro l’Azienda sanitaria della Provincia Autonoma di Bolzano e Clini-Lab S.r.l. per l’annullamento del bando di gara per la fornitura triennale di guanti monouso non sterili, in quanto il bando conterrebbe clausole che impedirebbero al ricorrente di partecipare alla gara – accoglimento.
L’Azienda sanitaria aveva pubblicato un bando di gara per la fornitura di guanti monouso non sterili per l’importo complessivo a base d’asta di € 3.750.000,00, suddiviso in due lotti. Il primo concerneva la fornitura di 27.000.000 pezzi, mentre il secondo di 78.000.000 pezzi. Il bando di gara per il secondo lotto prevedeva tuttavia la specifica tecnica che le scatole contenenti i guanti fossero compatibili con i dispenser in uso presso l’ASL. Essendo Clini-Lab l’unica impresa in tutta Italia commercializzante un prodotto corrispondente a tali caratteristiche, il ricorrente lamentava che tale clausola comportasse de facto la propria esclusione dalla gara. Il Tribunale ha ritenuto che le richieste caratteristiche del prodotto costituiscano una clausola avente carattere direttamente impeditivo della partecipazione di altre imprese alla gara. Essa, infatti, renderebbe impossibile – o possibile solo a condizioni particolarmente gravose – a imprese diverse da Clini-Lab di partecipare con successo alla gara. Tale clausola, prevista per il secondo lotto, è stata motivata in maniera insufficiente dalla stazione appaltante, rimanendo incerto perché soltanto una parte della fornitura debba corrispondere a tale specifica tecnica. Per tali ragioni è stato leso il principio di concorrenza e la par condicio tra gli operatori economici.
 
Sentenza n. 79/2016 – Divieto di ampliamento della superficie di vendita
Ricorso n. 112/2014 di Aspiag Service S.r.l. (Austria SPAR International S.p.a.) contro il Comune di Bolzano per l’annullamento del provvedimento n. 44 del 27.01.2014 del Comune. Quest’ultimo aveva dichiarato l’inefficacia di due segnalazioni certificate di inizio attività risalenti al 2012, tramite le quali Aspiag segnalava al Comune i propri progetti di ampliamento della superficie di vendita, e vietava tale ampliamento – accoglimento.
La segnalazione certificata di inizio attività è disciplinata nelle sue caratteristiche essenziali, in maniera uniforme a livello nazionale, dall’art. 19 L. 214/1990 (legge sul procedimento amministrativo). Tale disciplina vige anche in Alto Adige. Essa impone che il controllo dell’attività ed eventuali misure inibitorie e repressive siano esercitabili ad opera della Pubblica Amministrazione soltanto a posteriori ed entro il termine decadenziale di 60 giorni. Decorso tale termine, rimane soltanto il potere di autotutela, per l’esercizio del quale non è tuttavia sufficiente il mero accertamento dell’illegittimità bensì è necessario, entro un termine ragionevole, dare conto delle ragioni di interesse pubblico a favore dell’annullamento e valutare tutti gli interessi in gioco.
Nel caso concreto il Comune ha lasciato consumare il termine decadenziale. Di conseguenza, esso avrebbe dovuto osservare le più stringenti condizioni necessarie per un annullamento in autotutela, cosa che tuttavia non ha fatto.
 
Sentenza n. 86/2016 – Violazione delle norme sull’uso della lingua ad opera delle Poste
Ricorso n. 2/2016 di Myriam Atz Tammerle contro Poste Italiane S.p.a. per la dichiarazione di nullità di 11 stampati e moduli nonché di un avviso al pubblico messi a disposizione solo in lingua italiana, e quindi per la violazione delle disposizioni di cui agli artt. 8 e 9 del D.P.R. del 15 luglio 1988, n. 574 (Norme di attuazione dello Statuto speciale per la Regione Trentino-Alto Adige in materia di uso della lingua tedesca e della lingua ladina nei rapporti dei cittadini con la Pubblica Amministrazione e nei procedimenti giudiziari) – inammissibilità.
L’art. 92 del D.P.R. n. 670/1972 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige) consente anche ai consiglieri provinciali di adire il giudice amministrativo per l’accertamento della violazione delle norme sull’uso della lingua nell’adozione di atti amministrativi. Presupposto di legittimazione attiva e pertanto di ammissibilità del ricorso è, tuttavia, che la violazione delle disposizioni sull’uso della lingua sia stata riconosciuta dalla maggioranza del gruppo linguistico che si ritiene leso nei propri diritti. A tal fine è necessario che la maggioranza dei consiglieri di tale gruppo linguistico sottoscriva in maniera autografa una dichiarazione che riconosca tale lesione.
Questo presupposto manca nel caso di specie; in aggiunta, il Tribunale ha ricordato come il procedimento volto alla dichiarazione di nullità ex art. 10 D.P.R. n. 574/1988 sia validamente percorribile soltanto a seguito dell’esplicito rigetto dell’eccezione di nullità ex art. 8 dello stesso decreto. Ciò non è avvenuto nel caso concreto.
 
Sentenza 162/2016 – Caccia alla volpe
Ricorso n. 183/2015 di Lega Anti-Vivisezione L.A.V. Onlus contro la Provincia Autonoma di Bolzano per l’annullamento del decreto n. 10853/2015 avente ad oggetto l’autorizzazione ad un piano di controllo della volpe dal 1. agosto sino al 20 settembre 2015 nei dintorni di allevamenti di pollami – improcedibilità.
Il ricorso è improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, posto che il decreto impugnato non è più in vigore. Punto fondamentale è però che la Provincia Autonoma di Bolzano può autorizzare piani di abbattimento su parere dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica qualora quest’ultimo verifichi l’inefficacia dei metodi ecologici. Analogamente l’assessore provinciale competente in materia di caccia può permettere in ogni tempo la cattura o l’uccisione di specie cacciabili per motivi di sanità e incolumità pubblica. Il provvedimento impugnato adottato al fine di realizzare un controllo selettivo della fauna selvatica per ristabilire un equilibrio tra la volpe e gli allevamenti rurali di pollami è preceduto da una dettagliata relazione tecnica dell’Ufficio provinciale caccia e pesca dalla quale risulta motivato suddetto intervento.


PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
Legislazione provinciale
Legge provinciale 2 febbraio 2016, n. 1
Istituzione della Consulta per lo Statuto speciale per il Trentino - Alto Adige/Südtirol
La Consulta per la riforma dello statuto è l’organismo, costituito presso il Consiglio provinciale di Trento in base alla legge provinciale n. 1 del 2016, che ha il compito di preparare una proposta di revisione dello statuto speciale. Questa proposta sarà scritta dopo aver raccolto le osservazioni e i suggerimenti della comunità trentina, sulla base di una procedura di partecipazione che sarà condotta dalla stessa Consulta.
I 25 componenti della Consulta sono rappresentanti delle categorie economiche (3), della cooperazione (1), dei sindacati (3), del Consiglio delle autonomie locali (3), delle minoranze linguistiche (1),  dell’associazionismo (3), dell’università (2), nonché 5 consiglieri provinciali della maggioranza politica e 3 consiglieri provinciali delle minoranze politiche. La Consulta inizierà con i propri lavori dopo la designazione degli ultimi componenti (associazionismo) prevista per il mese di luglio.
Sulla proposta di revisione dello statuto, una volta elaborata dalla Consulta, potrà essere avviata la procedura prevista dall’articolo 103, secondo comma, dello Statuto speciale, secondo cui l’iniziativa per le modificazioni dello Statuto appartiene anche al Consiglio regionale, su proposta dei Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano e successiva conforme deliberazione del Consiglio regionale.
È stato istituito un sito in cui saranno collocate le informazioni fondamentali sulla costituzione e sull’attività della Consulta, i documenti da questa elaborati, le notizie e i documenti utili per avere un quadro complessivo sul processo di riforma statutaria in corso: https://www.riformastatuto.tn.it
 
Legge provinciale 9 marzo 2016, n. 2
Recepimento della direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, e della direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici: disciplina delle procedure di appalto e di concessione di lavori, servizi e forniture e modificazioni della legge provinciale sui lavori pubblici 1993 e della legge sui contratti e sui beni provinciali 1990. Modificazione della legge provinciale sull'energia 2012
 
Legge provinciale 21 aprile 2016, n. 4
Promozione dello sport e dell'associazionismo sportivo trentino

Giurisprudenza amministrativa
Sentenza 57/2016
Ricorso di 247 ricorrenti contro la Provincia autonoma di Trento, per l'annullamento della delibera della Giunta provinciale di Trento n. 1957 del 18.11.2014 di annullamento della precedente delibera n. 633/2014 e di riapprovazione del nuovo regolamento per la formazione e l'utilizzo delle graduatorie provinciali per titoli del personale docente delle istituzioni scolastiche provinciali a carattere statale della Provincia di Trento e – con motivi aggiunti – della deliberazione della giunta provinciale 12 maggio 2015, n. 764, di approvazione del bando recante termini, modalità e documentazione per la presentazione delle domande per l'inserimento nell'ulteriore fascia delle graduatoria provinciali per titoli, in particolare, a) nella parte in cui non consente l'inserimento nell'ulteriore fascia delle graduatorie provinciali per titoli del personale docente in possesso del diploma magistrale acquisito entro l'anno scolastico 2001/2002; b) nella parte in cui dispone che gli aspiranti docenti presentino la domanda esclusivamente attraverso istanza on-line, e vieta la presentazione delle domande in formato cartaceo. Nonché l’accertamento del diritto del personale docente in possesso del diploma magistrale acquisito entro l'anno scolastico 2001/2002 ad essere collocato nella III fascia delle graduatorie ad esaurimento provinciali o in subordine nella IV o in quella che il giudicante riterrà opportuna, nonché nella I fascia della G.I., con il diverso valore del diploma magistrale. – Ricorso in parte inammissibile ed estinto, in parte rigettato. Inammissibili i motivi aggiunti.

Fusioni dei comuni
Dopo i referendum del 22 maggio scorso, al processo di riduzione dei comuni trentini si sono aggiunte le ulteriori quattro fusioni approvate per Novella, San Michele all’Adige, Terre d’Adige e Ville di Fiemme. Con questi risultati, nonostante la bocciatura referendaria di altre sette fusioni, procede il processo di razionalizzazione delle autonomie locali trentine condotto nell’ambito della nuova normativa della legge provinciale 3/2006, come modificata dalla legge provinciale 12/2014. I Comuni in Trentino erano 217 nel 2014 e, a seguito di tale ultima serie di fusioni, sono stati ridotti a 169.
 
EVENTI
EURAC Federal Scholar in Residence 2016 – SCADENZA ISCRIZIONI: 1 luglio 2016!
L’Istituto per lo Studio del Federalismo e del Regionalismo dell’EURAC ha bandito l’assegno di ricerca EURAC Federal Scholar in Residence 2017. Il programma è rivolto a ricercatori, studenti post graduate e operatori del diritto con esperienze in ambito professionale e universitario nello studio comparato del federalismo e del regionalismo. Sono aperte le iscrizioni all’EURAC Federal Scholar in Residence Program 2017. Gli interessati possono inviare un paper in una lingua a scelta fra inglese, tedesco, italiano, francese o spagnolo entro il 1 luglio 2016. Per informazioni sull’EURAC Federal Scholar in Residence Program si prega di consultare il sito www.eurac.edu/federalscholar.
 
Convenzione sull’Alto Adige: i due organi della Convenzione sull’Autonomia per la revisione dello Statuto d’autonomia Trentino-Alto Adige, il Forum dei 100 e la Convenzione dei 33, hanno iniziato i loro lavori in primavera 2016. Le prossime sedute sono: Convenzione dei 33 il 10 giugno dalle ore 18 alle 21 in EURAC, Forum dei 100 il 18 giugno dalle ore 9.30 alle 17.00 in EURAC, Convenzione dei 33 il 2 luglio dalla ore 9.30 alle 12.30 in EURAC ed il 9 luglio dalla ore 18 alle 21 in EURAC. Per ulteriori informazioni: www.convenzione.bz.it

Convegno "Tribunali amministrativi regionali: condizioni di funzionamento e confronto internazionale": 13 ottobre 2016, l'Università di Innsbruck (con traduzione simultanea).
NOVITÀ EDITORIALI

Brandmayr Gerhard/Zangerl Günther/Stockhauser Peter/Sonntag Niklas, Kommentar zur Tiroler Gemeindeordnung, 20012, 2016.

Brunazzo Marco/Pallaver Günther, From important parties to pivotal parties. The role of regional parties in Italy's Second Republic, in: Robert Kaiser/Jana Edelmann (cur.), Crisis as a Permanent Condition? The Italian Political System between Transition and Reform Resistance, 2016, 35 ss.

Bußjäger Peter/Gamper Anna (cur.), Demokratische Innovation und Partizipation in der Europaregion, 2015, 23 ss.

Bußjäger Peter/Keuschnigg Georg/Lütgenau Stefan E., Regionale Kompetenzverteilung und wirtschaftlicher Erfolg, Föderalismusdokumente, Bd. 36, 2016.

Bußjäger Peter/Sonntag Niklas, Verwaltungsgerichtsbarkeit: Erfahrungen und Praxisberichte in Tirol, Föderalismusdokumente, Bd. 37, 2016.

Engl Alice/Pallaver Günther/Alber Elisabeth (cur.), Politika16. Südtiroler Jahrbuch für Politik/Annuario di politica dell’Alto Adige/Anuar de politica dl Südtirol/Südtiroler Gesellschaft für Politikwissenschaft/Società di Scienza Politica dell'Alto Adige/Sozietà de scienza politica de Südtirol, 2016.

Gamper Anna, Mitwirkung des nationalen Parlaments an der Subsidiaritätskontrolle, in: Stefan Griller/Arno Kahl/Benjamin Kneihs/Walter Obwexer (cur.), 20 Jahre EU-Mitgliedschaft Österreichs, 2015, 339 ss.

Gamper Anna, Constitutional Courts and Judicial Law-Making: Why Democratic Legitimacy Matters, Cambridge Journal of International and Comparative Law 4/2, 2015, 423 ss.

Gamper Anna, Verfassungsgerichtsbarkeit und Gewaltenverbindung, 2016.

Karlhofer Ferdinand/Pallaver Günther, Politik in Tirol, Jahrbuch 2016, 2016.

Klotz Greta/Trettel Martina, Grenzüberschreitende Zusammenarbeit im Alpenraum: Wechselwirkung zwischen EUSALP und EVTZ?, in: EURAC (cur.), European Diversity and Autonomy Papers – EDAP, 2016.

Palermo Francesco/Parolari Sara/Valdesalici Alice, Italy, in: Merloni Francesco (cur.), Regionalisation trends in European countries 2007-2015 - a study by members of the Group of Independent Experts of the European Charter of Local Self-Government, Congress of Local and Regional Authorities of the Council of Europe, 2016, 134-141.
 
Südtiroler Landtag/EURAC Research, Opuscolo dei risultati degli Open-Space eventi nella Convenzione sull’Alto Adige, scaricabile dal sito www.konvent.bz.it/de/files (23.05.2016)

Valdesalici Alice, Autonomia finanziaria e specialità sarda: una prospettiva comparata, in: Pinto Comenale Michele M. (cur.), La continuità territoriale della Sardegna passeggeri e merci, low cost e turismo, Quaderni della Rivista del diritto della navigazione, n. 5, 2015, 47-79.

Woelk Jens, Guella Flavio, Pelacani Gracy (cur.), Modelli di disciplina dell’accoglienza nell’“emergenza immigrazione”, dal diritto internazionale a quello regionale, Collana della Facoltà di Giurisprudenza, Università di Trento, Edizioni Editoriale Scientifica, 2016 (in corso di stampa).
 
Zwilling Carolin/Mitterhofer Johanna, Grenzüberschreitende Zusammenarbeit von Gemeinden in der Europaregion, in: Engl Alice/Pallaver Günther/Alber Elisabeth (cur.), Politika16. Südtiroler Jahrbuch für Politik/Annuario di politica dell’Alto Adige/Anuar de politica dl Südtirol/Südtiroler Gesellschaft für Politikwissenschaft/Società di Scienza Politica dell'Alto Adige/Sozietà de scienza politica de Südtirol), 2016.
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