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Ciao, come va?

Eccoci, tornati con la terza newsletter di Wasteat. Come tutte le settimane, cercheremo di mantenerti informato sulle ultime notizie dal mondo!

Le prime due newsletter sono passate e noi ormai ne sentiamo la nostalgia. Per poterle recuperare, clicca qui. Nel frattempo, proseguiamo con il terzo appuntamento, che riguarderà novità sorprendenti!

Plastic Man

Abbiamo sempre cercato di iniziare con il sorriso, o comunque con notizie di informazione pura. Quest’oggi, non è possibile. Eccola, la comunicazione che mai avremmo voluto ricevere. Per la prima volta, sono state rilevate delle microplastiche nel sangue umano. Il progetto di Immunoplast, condotto dall’ecotossicologa Heather Leslie e dalla chimica analitica Marja Lamoree, ha rilevato sostanze anomale nel sangue di ben 22 persone. È l’inizio di una raccapricciante nuova era?

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Doc Brown e il rifornimento con le bucce di banana

Avete mai visto Ritorno al Futuro? Avete presente quando Doc torna dal futuro e fa rifornimento con una buccia di banana e una lattina di birra? Ecco, se sul grande schermo questa immagine vi faceva ridere, sappiate che non era poi così lontano dalla realtà: Seat sta completando un progetto che, se andrà in porto, consentirà di produrre carburante dai rifiuti organici. Grande Giove!

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Se scendono in campo anche gli indigeni…

Proseguendo con i parallelismi cinematografici, la protesta indigena che si è svolta in Ecuador fa il pari con quel capolavoro che è Mission. Nel paese sudamericano si è registrata, nei giorni scorsi, una manifestazione contro il gas flaming che sta lentamente distruggendo la foresta amazzonica. Cenaida Alvarado, leader della comunità indigena, si è fatta trovare di fronte alla sede del ministero dell’Energia, nella capitale Quito.

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La rivoluzione degli imballaggi

Con il boom delle spedizioni negli ultimi anni si sono prodotti miliardi di imballaggi che, in un modo o nell’altro, influiscono negativamente sull’ambiente. Il problema è sotto gli occhi di tutti: compro da Amazon tutti i giorni, arrivano gli acquisti chiusi in un pacchetto di carta o plastica, lo apro, butto via l’involucro. Fine. Più o meno un automatismo che fa parte della nostra quotidianità. Per fortuna (e a discapito di quello che dicono i nostri nonni, cioè che non abbiamo voglia di fare niente), alcuni giovani designer si sono già messi all’opera per creare imballaggi più ecosostenibili.

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Approfondimento:

La dieta che forse segui già, ma senza saperlo.

Non so se lo abbiate notato, ma i media a volte mettono in risalto cose veramente di terza o quarta importanza. Una delle più inesplicabili discussioni dell’ultimo decennio è quella tra vegetariani-vegani vs. carnivori. Una parodia della guerra tra Guelfi e Ghibellini nella Firenze di Dante. I primi che si infervorano perché i secondi osano mangiare la carne, i secondi che si ostinano a non comprendere i vantaggi e gli svantaggi di non farlo. Come il nazi-veganismo di cui parlava Cruciani. In realtà, noi, che assistiamo a queste guerre con i popcorn in mano, preferiamo informarvi acriticamente. Sì, perché tra i due estremi si possono annoverare diversi tipi di dieta, tra cui quella reducetariana. La parola non è un granché, ma non l’abbiamo coniata noi; perciò, non ci sentiamo in dovere di scusarci. Questa dieta prevede il razionamento di alcuni tipi di cibi. Per esempio: si decide di mangiare carne solo due volte alla settimana. Oppure, si sceglie di mangiare il pesce ogni venerdì (ogni riferimento a religioni varie non è puramente causale). Insomma, avete capito. Il vantaggio della dieta reducetariana è la sua variabilità. Tuttavia, se fatta con consapevolezza e regolarità, ha un impatto ambientale da non sottovalutare, perché l’industria che gira attorno alla carne è, come sappiamo, molto drogata. La cosa migliore sarebbe poi, quando si decide di mangiare la carne, controllarne la provenienza. Una cosa che: non costa fatica, riduce i profitti di chi si ostina ad allevare gli animali in condizioni veramente da inferno dantesco e, soprattutto, potrebbe evitare il ritrovamento, tra qualche anno, di qualche microplastica nel vostro sangue. A voi la scelta.

Se, come noi, hai scoperto di praticare la dieta reducetariana da anni senza esserne a conoscenza, ti regaliamo un sorriso: sappi che, nella tua ignoranza, stai contribuendo a salvare l’ambiente! Ci vediamo alla prossima!

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Buona giornata,

Wasteat.